OpenAI, sviluppatore di ChatGPT, ha presentato una mozione in tribunale chiedendo il rigetto di una causa intentata dal miliardario Elon Musk, sostenendo che le accuse mosse contro l’azienda siano prive di fondamento legale e costituiscano un tentativo di molestia per guadagnare un vantaggio competitivo. La mozione, presentata martedì presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California, sottolinea che le accuse di Musk rappresentano l’ennesimo episodio di una battaglia legale in corso tra il co-fondatore di OpenAI e l’attuale CEO dell’azienda, Sam Altman.
Il conflitto tra Elon Musk e OpenAI
Elon Musk, noto co-fondatore di OpenAI, ha avviato una serie di cause legali contro l’azienda a partire da marzo, tra cui accuse di frode e violazione del Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (RICO), una legge federale statunitense che disciplina le attività criminali organizzate. Queste azioni legali sono emerse nel contesto di una faida sempre più accesa tra Musk e Altman, culminata con il lancio da parte di Musk di una sua piattaforma di intelligenza artificiale chiamata Grok, integrata nel social network X, precedentemente noto come Twitter.
Musk, che ha co-fondato OpenAI nel 2015 insieme a figure di spicco come Altman, Ilya Sutskever, Greg Brockman e altri, ha lasciato l’organizzazione nel 2018. La separazione sembra essere stata segnata da differenze di vedute strategiche, in particolare riguardo al futuro dell’azienda e alla sua missione. Originariamente, OpenAI era stata fondata con l’obiettivo di sviluppare tecnologie di intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità, con un approccio non commerciale. Tuttavia, negli ultimi anni, l’azienda ha fatto una transizione verso un modello ibrido, combinando una divisione non-profit con una controllata for-profit che ha attirato ingenti investimenti, in particolare da Microsoft.
La causa di Musk e le accuse di frode
La causa di Musk si basa su una serie di accuse che vanno dalla violazione del contratto alla frode, passando per presunte violazioni del RICO. Quest’ultimo tipo di accusa riguarda solitamente attività criminali organizzate, come frode, estorsione o riciclaggio di denaro, spesso legate a imprese che operano al di fuori della legalità. Nella sua causa, Musk sostiene che OpenAI, sotto la guida di Altman e del presidente Greg Brockman, abbia tradito la missione originaria dell’organizzazione, trasformandola in un’entità a scopo di lucro e perseguendo interessi commerciali a scapito del bene pubblico.
OpenAI ha respinto con fermezza le accuse, sostenendo che Musk non abbia fornito alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni. La mozione per il rigetto della causa, depositata dagli avvocati di OpenAI, definisce le accuse di Musk “gonfiate” e prive di base legale. “Le affermazioni di Musk relative al RICO, basate su presunti atti di frode elettronica, presentano gli stessi difetti e si basano su un presupposto inverosimile, supportato da zero fatti concreti,” afferma il documento depositato in tribunale.
La questione della “Founding Agreement” e le accuse di pubblicità ingannevole
Un punto centrale della causa di Musk riguarda una presunta violazione di un accordo fondativo, il cosiddetto “Founding Agreement”, che secondo Musk avrebbe previsto che OpenAI rimanesse una tecnologia open-source e seguisse obiettivi non commerciali. Gli avvocati di Musk sostengono che la trasformazione di OpenAI in un’entità a scopo di lucro, insieme alla collaborazione commerciale con Microsoft, rappresenti una deviazione inaccettabile dagli impegni presi nei confronti degli investitori e del pubblico.
Tuttavia, gli avvocati di OpenAI hanno sollevato una questione di competenza giuridica, sostenendo che Musk non abbia la legittimità per presentare accuse di violazione del dovere fiduciario o di pubblicità ingannevole. Nella mozione, OpenAI sottolinea che, secondo la legge della California, solo un dirigente o un membro del consiglio di amministrazione di una non-profit, oppure il procuratore generale dello Stato, hanno il diritto di intentare cause per violazioni di tali doveri. Pertanto, Musk, avendo lasciato OpenAI nel 2018 e non essendo più un dirigente attivo, non avrebbe alcuna base legale per avanzare tali pretese.
La mozione prosegue, definendo le accuse di frode di Musk come “versioni esagerate delle sue insostenibili rivendicazioni contrattuali”. Gli avvocati di OpenAI sostengono inoltre che Musk non sia in grado di identificare chiaramente quali promesse gli siano state fatte e successivamente infrante, né di fornire prove che supportino le sue accuse di frode intenzionale.
Un conflitto legale che riflette una battaglia più ampia
La disputa legale tra Musk e OpenAI si inserisce in un contesto più ampio di rivalità nel campo dell’intelligenza artificiale. Musk, noto per le sue ambizioni tecnologiche che spaziano dai veicoli elettrici con Tesla alla conquista dello spazio con SpaceX, ha ripetutamente espresso preoccupazione riguardo ai potenziali rischi dell’intelligenza artificiale. Ha criticato OpenAI per aver, a suo dire, abbandonato la sua missione originaria e ha scelto di sviluppare una sua piattaforma di IA, Grok, con l’obiettivo di competere direttamente con OpenAI.
Le cause intentate da Musk sembrano riflettere non solo una lotta per il controllo della narrativa pubblica intorno all’IA, ma anche un tentativo di minare la posizione di OpenAI nel settore. Tuttavia, la risposta legale di OpenAI dimostra che l’azienda è determinata a difendersi dalle accuse e a contrastare quello che definisce un tentativo di Musk di “molestare” l’organizzazione per ottenere un vantaggio competitivo.
Le prossime fasi del processo
La mozione di OpenAI per il rigetto della causa sarà esaminata da un giudice federale, che dovrà decidere se le accuse di Musk abbiano abbastanza merito per procedere o se debbano essere archiviate. Se il giudice deciderà di respingere la causa, ciò rappresenterebbe una vittoria significativa per OpenAI nella sua battaglia contro uno dei suoi più illustri ex co-fondatori. Tuttavia, se la causa dovesse andare avanti, Musk potrebbe continuare a perseguire le sue rivendicazioni legali, aprendo la porta a ulteriori controversie.
Nel frattempo, la competizione nel campo dell’intelligenza artificiale continua ad intensificarsi. OpenAI ha recentemente presentato un nuovo modello di IA, chiamato o1, che promette di spingere ulteriormente i confini dell’IA avanzata. Questo sviluppo segna solo l’ultima tappa nella corsa verso la creazione di tecnologie di intelligenza artificiale sempre più potenti e sofisticate, un settore in cui sia Musk che OpenAI continueranno a giocare ruoli di primo piano.