Il lancio di GPT-5 da parte di OpenAI è stato un disastro annunciato. Sam Altman, CEO dell’azienda, lo ha ammesso candidamente: “Abbiamo fatto un casino con il rollout”. Un’ammissione che suona più come una scusa che una strategia, considerando che l’azienda ha visto centinaia di milioni di utenti passare da un entusiasmo sfrenato a un disincanto altrettanto rapido. Il motivo? La sostituzione del modello 4o, apprezzato per il suo tono caldo e umano, con GPT-5, che molti utenti hanno trovato più freddo e impersonale. La reazione è stata immediata: minacce di cancellazione degli abbonamenti, discussioni infuocate su Reddit e X, e una pressione tale che OpenAI ha dovuto fare marcia indietro, ripristinando 4o come opzione per gli abbonati.

Altman ha definito questa esperienza un “campanello d’allarme”. Ma forse avrebbe dovuto ascoltare il suono prima di lanciare il prodotto. Il problema non è solo tecnico, ma psicologico: gli utenti si erano affezionati al loro assistente digitale. Alcuni lo consideravano un compagno, un confidente, addirittura un partner romantico. Quando GPT-5 ha preso il posto di 4o, molti hanno avuto la sensazione di perdere una parte di sé. Altman ha sottolineato che meno dell’1% degli utenti ha “relazioni malsane” con l’IA, ma ha riconosciuto che la questione è seria e va affrontata con attenzione.

La lezione appresa? Non si può trattare un’intelligenza artificiale come un semplice aggiornamento software. Gli utenti non sono solo consumatori; sono persone che investono emotivamente nel rapporto con l’IA. E quando questo rapporto viene interrotto bruscamente, le conseguenze possono essere devastanti.

Guardando al futuro, Altman ha ammesso che la transizione da GPT-4 a GPT-5 è stata troppo rapida e non sufficientemente ponderata. Il prossimo passo, GPT-6, dovrà essere sviluppato con maggiore attenzione, evitando errori simili. Ma c’è un ostacolo significativo: la carenza di capacità GPU. Altman ha dichiarato che OpenAI dovrà investire trilioni di dollari in data center per poter supportare modelli più avanzati. Una sfida economica e tecnologica non da poco.

Inoltre, OpenAI sta esplorando nuove frontiere: ha investito in una startup di interfacce cervello-computer per competere con Neuralink di Elon Musk e sta valutando l’acquisizione di Google Chrome. Un’espansione ambiziosa, ma che potrebbe distrarre dalle sfide immediate legate all’IA.

Nonostante le difficoltà, ChatGPT continua a crescere, raggiungendo oltre 700 milioni di utenti settimanali. Ma Altman avverte: l’euforia dell’IA potrebbe nascondere una bolla pronta a scoppiare. Gli investitori sono forse troppo entusiasti, e la realtà potrebbe non essere all’altezza delle aspettative. Solo il tempo dirà se OpenAI saprà imparare dai propri errori o se continuerà a correre rischi senza considerare le conseguenze.