Ai piedi dell’Acropoli, Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind e premio Nobel per la Chimica 2024, ha dichiarato che la competenza decisiva per la prossima generazione sarà il meta-apprendimento, ovvero la capacità di imparare a imparare. Con l’intelligenza artificiale che avanza a una velocità vertiginosa, ha sostenuto che sarà l’adattabilità, non la memorizzazione, a determinare chi prospererà nell’era a venire.
Il suo messaggio ad Atene, sotto le luci dell’Acropoli, è stato tanto chiaro quanto spiazzante: il cambiamento oggi procede settimana dopo settimana, non più di decennio in decennio, e la sopravvivenza economica e culturale dipenderà dalla capacità degli individui e delle società di reinventarsi più velocemente delle stesse macchine che stanno ridisegnando il mondo. Hassabis ha definito le cosiddette meta-competenze la vera valuta del futuro, ribadendo che le discipline tradizionali mantengono valore ma che la riqualificazione continua sarà il vero fattore differenziante.
Non ha escluso l’orizzonte dell’AGI, l’intelligenza artificiale generale, suggerendo che potrebbe concretizzarsi già entro un decennio. Le sue parole hanno echeggiato come un avvertimento: l’AGI non sarà soltanto un acceleratore di innovazione, ma anche un moltiplicatore di rischi, e chi non saprà adattarsi rimarrà intrappolato ai margini di un’economia che si polarizza con velocità spaventosa.
Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, presente all’evento, ha rilanciato l’allarme, ricordando che la ricchezza prodotta dall’intelligenza artificiale è oggi concentrata in pochissime aziende globali. Una concentrazione che, se non governata, rischia di ampliare le disuguaglianze sociali e alimentare nuove tensioni politiche.
La credibilità di Hassabis non nasce soltanto dal suo ruolo di pioniere tecnologico. Nel 2024 ha ricevuto il Nobel per la Chimica insieme a John Jumper e David Baker, premiati per l’impatto rivoluzionario di AlphaFold, il sistema che ha reso possibile predire la struttura tridimensionale delle proteine a partire dalla loro sequenza di amminoacidi. Una conquista che ha trasformato la ricerca medica e biotecnologica, e che ha ridefinito il rapporto tra scienza e intelligenza artificiale.
La sua tesi era semplice ma provocatoria: imparare più velocemente delle macchine non è più un lusso, è un requisito minimo per rimanere rilevanti. Chi confonde l’istruzione con il nozionismo resterà indietro, mentre chi svilupperà meta-apprendimento e adattabilità avrà in mano la chiave di un futuro che non perdona ritardi.