Il 26 settembre 2025, Donald Trump ha scatenato un attacco frontale contro Lisa Monaco, presidente delle relazioni globali di Microsoft, chiedendo la sua immediata rimozione. Nel suo post su Truth Social, Trump l’ha definita una “minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, citando i contratti federali di Microsoft e l’accesso di Monaco a informazioni sensibili, nonostante la revoca delle sue autorizzazioni di sicurezza. Monaco, ex vice procuratore generale sotto l’amministrazione Biden, ha ricoperto ruoli chiave nel coordinamento della risposta del Dipartimento di Giustizia agli eventi del 6 gennaio 2021 e ha servito come consigliere per la sicurezza interna durante l’amministrazione Obama. La sua nomina a Microsoft è avvenuta nel luglio 2025. Microsoft non ha commentato pubblicamente la richiesta di Trump.

Questo episodio si inserisce in una serie di azioni da parte di Trump, che ha utilizzato la sua posizione per esercitare pressioni su aziende e individui che considera avversari politici. In precedenza, aveva chiesto le dimissioni del CEO di Intel, Lip-Bu Tan, a causa dei legami dell’azienda con entità cinesi, per poi rivedere la sua posizione dopo che gli Stati Uniti hanno acquisito una partecipazione in Intel.

Parallelamente, Trump ha annunciato un accordo che consente a ByteDance, la società madre di TikTok, di mantenere il controllo delle operazioni commerciali dell’app negli Stati Uniti, inclusi pubblicità ed e-commerce. Questo accordo prevede la creazione di una joint venture negli Stati Uniti, di proprietà maggioritaria di investitori americani, che gestirà i dati degli utenti e l’algoritmo dell’app. ByteDance manterrà una partecipazione del 20% nella joint venture e continuerà a controllare le funzioni commerciali di TikTok negli Stati Uniti. Questo modello ha suscitato preoccupazioni tra i legislatori statunitensi, che temono che non soddisfi pienamente i requisiti di separazione previsti dalla legge federale.

L’approccio di Trump nei confronti di Microsoft e ByteDance riflette una strategia più ampia di intervento diretto nelle operazioni aziendali, mirando a influenzare le dinamiche del mercato tecnologico e a consolidare il controllo su piattaforme digitali strategiche. Queste azioni sollevano interrogativi sulla separazione dei poteri e sull’indipendenza delle aziende tecnologiche in un contesto di crescente polarizzazione politica.