General Motors sta attraversando un momento curioso. Da una parte riduce la produzione dei suoi veicoli elettrici, dall’altra annuncia con fierezza innovazioni che sembrano più fantascientifiche che reali. Mary Barra, CEO di GM, vuole che gli investitori sappiano una cosa chiara: nonostante i 1,6 miliardi di dollari di perdita causati dall’uscita dal credito federale EV da 7.500 dollari, l’azienda non abbandona il futuro. Auto autonome GM, software definito, assistenti vocali AI e robotica industriale avanzata sono il nuovo mantra dell’azienda americana, pronta a dimostrare che il primato tecnologico non si misura solo in numeri di veicoli venduti.

Nel 2028, Cadillac Escalade IQ introdurrà la guida autonoma di livello 3, una novità assoluta per GM. Dopo aver debuttato nel 2017 con Super Cruise, primo sistema hands-free di livello 2, l’azienda ora promette di portare la guida automatizzata a un livello superiore. Il sistema funzionerà su tutte le autostrade statunitensi, supportato da tecnologia di percezione avanzata e capacità decisionale automatizzata. Livello 3, secondo la SAE, significa guida altamente automatizzata con la possibilità di staccare lo sguardo dalla strada, ma richiede ancora attenzione del conducente. Alcuni esperti sono scettici, evidenziando i rischi legati alla disattenzione, ma GM insiste sulla sicurezza, citando i 700 milioni di miglia percorse senza incidenti con Super Cruise. Sterling Anderson, ex Tesla e nuovo Chief Product Officer di GM, non esita a dire: “Io ho guidato Autopilot. Non puoi dire lo stesso per Autopilot”. La provocazione fa sorridere, ma trasmette un messaggio chiaro: GM vuole apparire come leader tecnologico indiscusso.

Il cambio di rotta verso l’autonomia di livello 3 segue il fallimento della divisione Cruise robotaxi, chiusa dopo incidenti e problemi di gestione. Molti ex dipendenti Cruise sono stati riassunti per lavorare su Super Cruise e sul progetto di veicoli autonomi “personalmente posseduti”. L’approccio pragmatico sembra chiaro: imparare dagli errori e concentrare risorse su prodotti più concreti, evitando avventure robotaxi rischiose.

Nel 2026, GM introdurrà Google Gemini AI come assistente vocale nei suoi veicoli, promettendo interazioni più conversazionali. Ma la vera sfida sarà il futuro assistente AI personalizzato, tarato sulle preferenze del guidatore e sulle capacità del veicolo. Anderson parla di risposte contestuali che vanno ben oltre il semplice comando vocale: “Si tratta di chiedere informazioni sulla destinazione, o su altre azioni, e ottenere risposte intelligenti, contestualizzate.” GM ha già iniziato a sostituire Apple CarPlay e Android Auto con Android nativo integrato, preparandosi a una nuova era di software profondamente integrato.

La software-defined vehicle di GM non è solo assistente vocale. Nel 2028, la piattaforma di calcolo centralizzata dei veicoli verrà aggiornata con capacità dieci volte superiori di aggiornamenti OTA, mille volte più banda e prestazioni AI fino a 35 volte superiori per autonomia e funzionalità avanzate. Anderson spiega: “Con la rete Ethernet, otteniamo tempi di risposta sub-millisecondo. Possiamo controllare sistemi magnetici di sospensione con precisione estrema. È un’opportunità enorme non solo per la dinamica dei veicoli, ma per il software che possiamo implementare.” Questa visione indica una trasformazione radicale: non più veicoli come prodotti fissi, ma ecosistemi dinamici aggiornabili nel tempo.

GM investe anche nella robotica industriale, con 100 esperti di robot, AI e hardware impegnati nello sviluppo di sistemi avanzati per ottimizzare la produzione. Robot addestrati sui dati di produzione, telemetria e metriche di qualità migliorano progressivamente le performance delle linee. L’Autonomous Robotics Center di Warren, Michigan, insieme al laboratorio di Mountain View, California, è la fucina di questo futuro, sviluppando robot mobili autonomi e cobot capaci di collaborare con i lavoratori. Anderson sottolinea che attualmente GM opera con 30.000 robot e 97.000 addetti in 11 impianti, molti robot tradizionali isolati per motivi di sicurezza. La nuova generazione di robot promette di abbattere queste barriere e di ottimizzare la produzione in modo fluido e intelligente.

Infine, GM esplora l’integrazione energetica dei veicoli elettrici, con piani per permettere agli EV di restituire energia alla rete. Il programma GM Energy, lanciato nel 2022, offrirà dal prossimo anno un sistema domestico completo con backup energetico, pannelli solari e app unificata per il controllo di tutto. La visione è chiara: auto elettriche non più solo mezzi di trasporto, ma nodi di un ecosistema energetico intelligente, che collega veicolo, casa e rete elettrica.

GM sta quindi ridefinendo il concetto di mobilità e produzione industriale. L’azienda naviga tra perdite finanziarie, tagli alla produzione EV e sfide competitive globali, ma lo fa con l’atteggiamento di chi sa che il futuro non aspetta nessuno. Auto autonome GM, AI conversazionali, robotica industriale e integrazione energetica delineano una roadmap audace, dove il vero obiettivo non è solo vendere macchine, ma dominare l’intersezione tra software, hardware e servizi.

Ogni annuncio, ogni feature tecnologica sembra dire agli investitori: non guardate solo i numeri di oggi. Guardate ciò che GM sta costruendo per il 2030, quando le auto saranno piattaforme intelligenti, i robot lavoreranno al fianco degli umani e le batterie delle auto diventeranno risorse energetiche. Chi ride ultimo, in questo caso, potrebbe non essere chi vende più auto elettriche oggi, ma chi trasforma il concetto stesso di automobile.