Alibaba ha appena alzato il sipario su quello che potrebbe essere il suo prossimo grande passo nel regno dei dispositivi intelligenti: gli Quark AI Glasses. L’azienda, storicamente dominante nell’e-commerce e nei servizi cloud, mira ora a conquistare lo spazio degli smart wearables con un prodotto che unisce intelligenza artificiale, autonomia e integrazione profonda con il suo ecosistema di servizi.
Il modello di punta, chiamato S1, parte da 3.799 yuan (circa 537 USD) ed è dotato di un sistema a doppio chip: un processore Qualcomm Snapdragon AR1 per i compiti AR/AI e un coprocessore a basso consumo. Secondo Alibaba, gli occhiali non sono semplici gadget: “un vero salto di paradigma nell’interazione uomo-computer”, ha dichiarato Wu Jia, vice-presidente del gruppo. Non è un’esagerazione retorica: con funzioni come traduzione in tempo reale, pagamenti via Alipay, navigazione e riconoscimento degli oggetti, gli occhiali vogliono diventare un assistente “sempre presente”.
A livello hardware, l’S1 incorpora display micro-OLED con tecnologia waveguide diffrattiva, che promettono fino a 2.300 nit di luminosità. Il peso è di circa 51 grammi, con un braccio dell’asta particolarmente sottile (7,5 mm) per garantire comfort e stabilità. La parte audio è garantita da cinque microfoni (inclusi quelli a conduzione ossea) e due speaker da 10 mm. Sul fronte imaging, un sensore Sony IMX681 con campo visivo di 109° permette foto a 4032×3024 e video in 3K a 30 fps, con stabilizzazione elettronica, modalità notturna e scatto istantaneo.
Uno degli elementi più interessanti (e forse sottovalutati) è il sistema di alimentazione: gli occhiali montano due batterie da 280 mAh, intercambiabili, integrate nelle astine. Alibaba offre tre modalità di ricarica: una dock (MiniBag) da 700 mAh, un case portatile da 2.500 mAh e una clip USB-C che ricarica al 50% in soli 10 minuti. Secondo i dati ufficiali, si possono ottenere fino a 7 ore di uso attivo o 25 ore in standby.
Non è tutto: la cornice è certificata IPX4 (resistente agli schizzi), e supporta lenti graduate (da 0 a 800 diottrie). Dal punto di vista software, gli occhiali sono alimentati dal modello Qwen di Alibaba, integrato nell’assistente “Quark”. Si attiva pronunciando “Hello Qwen” oppure tramite controllo touch. Le funzionalità includono non solo traduzione e riconoscimento visivo, ma anche trascrizione di riunioni, appunti contestuali, navigazione, promemoria, e persino un “teleprompter intelligente”.
A completare il pacchetto tecnologico, c’è il supporto per sviluppatori grazie al protocollo MCP (Model Context Protocol), che teoricamente apre le porte a sviluppi di terze parti per applicazioni specifiche.
Ma Alibaba non punta solo sulle funzioni “seriamente utili”: gli occhiali sono profondamente integrati con il suo ecosistema. Ci sono collegamenti con Alipay per i pagamenti, Taobao per il riconoscimento prezzi, Amap per la cartografia, Fliggy per i promemoria legati ai viaggi, e anche le app musicali come QQ Music e NetEase Cloud Music. Questo rende gli occhiali non solo un dispositivo AI, ma un nuovo punto di ingresso nell’universo Alibaba, una mossa strategica per consolidare il suo dominio digitale anche nell’hardware.
Accanto all’S1 esiste una versione più “leggera”, la G1, che parte da 1.899 yuan (circa 268 USD). Pesa solo 40 grammi e condivide il cuore tecnologico con l’S1, ma rinuncia al display micro-OLED. Questo li rende più comodi e discreti, pensati per un uso quotidiano più “stile occhiali”, piuttosto che un gadget “vision-centrico”.
Dal punto di vista della batteria, la G1 condivide lo stesso sistema di batterie intercambiabili, un vantaggio che potrebbe rappresentare un punto di svolta rispetto ad altri concorrenti il cui grosso limite resta l’autonomia. eWEEK segnala che grazie al design a doppia batteria è possibile arrivare fino a 24 ore di utilizzo potenziale.
L’uscita degli Quark AI Glasses rappresenta una sfida diretta ai grandi player del wearable AI: il più evidente è Meta, con i suoi Ray-Ban Meta Display, che integrano un display a colori nella lente destra e partono da circa 799 USD. A differenza dei Ray-Ban, gli occhiali di Alibaba adottano un display monocromatico verde, ma compensano con autonomia, ecosistema e una filosofia di “assistente sempre attivo”.
Inoltre, Alibaba sembra puntare anche sulla modularità e la longevità, con componenti progettati per essere ricaricati, scambiati e aggiornati, piuttosto che ridotti a un oggetto usa-e-getta. La scelta di batterie removibili, unita a un’architettura hardware evoluta (dual-chip + AI), suggerisce che l’azienda sta costruendo qualcosa di più ambizioso di un gadget da moda: un vero dispositivo di computing “indossabile”.
Naturalmente, restano alcuni nodi da sciogliere. Il prezzo è competitivo, ma il mercato globale ancora non ha visto il roll-out: per ora la vendita è limitata alla Cina, tramite piattaforme come Tmall, JD.com e Douyin. Resta da capire se Alibaba riuscirà a costruire una base di sviluppatori solida, e se gli utenti internazionali apprezzeranno una profondità di integrazione che ha senso soprattutto nella sua “casa digitale”.
In definitiva, gli Quark AI Glasses non sono un semplice esperimento di marketing, ma un investimento strategico: Alibaba sta spingendo l’IA oltre il cloud e l’e-commerce, trasformando il wearable in un’estensione del suo impero digitale. Se riuscirà ad agganciare le funzioni AI al ciclo di vita dell’utente — mobilità, pagamenti, shopping, lavoro — potrebbe davvero creare un nuovo standard nella prossima generazione di interfacce uomo-macchina.