C’è un momento preciso in cui si capisce che questo Natale non è come gli altri ed è quando sotto l’albero non trovi solo trenini, bambole, cellulari o videogames, ma peluche che ti ascoltano, ti rispondono e ogni tanto fanno anche un po’ di testa loro. Perché il Natale 2025 è quello in cui i giocattoli con intelligenza artificiale hanno deciso di prendersi la scena e di farlo con una certa personalità.

A dare il via alle danze è stata Huawei che a fine novembre ha venduto oltre diecimila unità di Smart Hanhan nella prima settimana dal lancio un numero che dice molto più di mille keynote. Smart Hanhan è un peluche di supporto emotivo basato sull’AI, costa 399 yuan (poco più di 48 euro) ed è pensato per offrire compagnia interattiva attraverso voce, movimento e tocco. Anche se il meccanismo è progettato in modo tale che, a volte, può rispondere con una battuta o rifiutarsi di eseguire un task con un certo sarcasmo digitale, segno che anche l’AIapplicata ai giocattoli sta imparando l’arte dell’imprevisto.

Il pupazzo parla grazie all’assistente vocale Xiaoyi ed è integrato con l’ecosistema HarmonyOS di Huawei il che lo rende un tassello coerente di una strategia più ampia che vede le aziende tecnologiche cinesi spingere sull’AI non solo come software ma come una presenza fisica quotidiana. Ed è qui che il gioco diventa serio perché secondo IMARK Group, il mercato globale dei giocattoli basati sull’intelligenza artificiale passerà dai 18 miliardi di dollari del 2024 ai 60 miliardi entro il 2033 con una crescita particolarmente forte in Nord America e Asia, dove smartphone e acquisti online fanno da acceleratore naturale.

In Cina, dove il mercato dei giocattoli AI raggiungerà gli 85 miliardi di yuan entro il 2030, già oggi bambole intelligenti e peluche rappresentano quasi un terzo del mercato mentre robot e giocattoli educativi completano il quadro di un settore sempre più articolato.

Accanto ai colossi si muovono startup molto aggressive: Haivivi per esempio ha lanciato BubblePal un giocattolo basato su grandi modelli linguistici pensato per conversazioni e storytelling, che a metà 2025 aveva già superato le duecentomila unità vendute nel mondo. JD.com ha risposto con JoyInside una linea di peluche smart più economici mentre UBTech Robotics ha portato l’intelligenza artificiale in formato tascabile con Meng UU e in versione educativa con Wukong conosciuto anche come Alpha Mini un robot grande più o meno come un iPad che legge il tono della voce le espressioni del viso e aiuta anche con i compiti scolastici.

Michael Tam chief brand officer di UBTech lo descrive come mettere un grande modello linguistico nelle tasche delle persone e il concetto è esattamente questo l’AI non è più confinata in uno schermo ma diventa un compagno fisico capace di empatia di relazione e di una forma di presenza che va oltre la semplice funzione. Alcuni parlano apertamente di connessione emotiva e valore affettivo termini che fino a poco tempo fa difficilmente avremmo associato a un prodotto tecnologico.

Gli investitori hanno fiutato l’aria e secondo IT Juzi nel 2024 sono stati investiti oltre duecento milioni di yuan (oltre 24 milioni di euro) in iniziative legate ai giocattoli AI, cifra che è stata già superata nei primi sei mesi del 2025. L’aspetto interessante è che la domanda di questi giocattoli non arriva solo dai bambini ma in buona parte anche dagli adulti, soprattutto da quella fascia in cerca di compagnia emotiva, di sollievo dallo stress o semplicemente da persone che sono attratte dalla tecnologia. Il risultato è un mercato trasversale che va dai giovani agli anziani e pazienza se il prezzo è più alto in media otto volte di quello di un peluche tradizionale, vuoi mettere la sensazione rassicurante di non essere solo?

Nel giorno in cui celebriamo relazioni, affetti e condivisione, i giocattoli AI si presentano come simbolo di una tecnologia che prova a essere meno fredda e più umana anche se fatta di algoritmi e modelli linguistici. Sotto l’albero di Natale di questo 2025 non troviamo solo innovazione, ma una domanda molto più profonda su come vogliamo che l’AI entri nelle nostre vite. E se un peluche che risponde a tono può farci sorridere, allora forse in questo Natale l’AI ha davvero imparato lo spirito delle feste.