Lo scorso 23 dicembre non è stata una giornata qualunque a Solihull nelle West Midlands in Inghilterra. Mentre il resto del mondo pensava alle feste, dalla linea di produzione Jaguar è uscita l’ultima auto con un motore a combustione interna. Una F-Pace SVR con V8 da 575 cavalli, non proprio un addio sussurrato. Più che un canto del cigno, un ruggito finale. E coerentemente con la storia del marchio, quell’auto non è finita in un garage privato, ma nella collezione del Jaguar Heritage Trust, come accadde all’ultima E-Type nel 1974. Quando Jaguar chiude un’epoca, lo fa con una certa teatralità britannica.
La scelta del modello non è casuale. La F-Pace non è stata solo un suv, ma l’auto che ha tenuto in vita Jaguar nel decennio più complicato della sua storia recente. Oltre 300.000 unità vendute, margini sottili ma sufficienti per andare avanti mentre il resto della gamma arrancava. Un destino curioso per un marchio nato tra coupé eleganti e roadster leggendarie, quello di essere salvato da un suv V8.
Da quel 23 dicembre, però, Jaguar è entrata in una fase ancora più singolare. Oggi non ha auto in vendita. Non per un collasso industriale o per un errore di pianificazione, ma per una decisione consapevole. Il Ceo Adrian Mardell ha premuto il pulsante del reset, cancellando dal listino cinque modelli in un colpo solo. XE, XF, E-Pace, F-Type e persino la I-Pace elettrica sono state sacrificate sull’altare di una redditività che, parole dell’azienda, era ormai prossima allo zero. Una tabula rasa che ha lasciato il marchio in silenzio operativo, una condizione rarissima per un costruttore globale.
Questo vuoto non è un incidente di percorso, ma fa parte di un piano molto più ambizioso. Jaguar investirà 18 miliardi di euro per trasformarsi da marchio premium generalista a icona del lusso elettrico. Non un semplice passaggio all’elettrico quindi, ma un cambio di posizionamento radicale. Stabilimenti da riconvertire, piattaforme da sviluppare, una nuova identità da costruire quasi da zero. Un’operazione lunga, costosa e rischiosa. E infatti lo è anche dal punto di vista narrativo. Perché nel frattempo Jaguar non vende nulla, ma chiede al mercato di avere fede.
Il silenzio verrà interrotto nella prima metà del 2026 con il debutto della Type 00. Il nome è tutto un programma. Type richiama la tradizione, come la E-Type, mentre 00 indica zero emissioni e un nuovo inizio. La concept car, presentata a Miami ha chiarito subito un punto: la nuova Jaguar non vuole più assomigliare a quelle che conoscevamo. Cofano lunghissimo, proporzioni dal design futurista e linee che guardano più all’architettura che alla storia del marchio.
Dal punto di vista tecnico, le promesse sono importanti. Tre motori elettrici per una potenza che sfiora i mille cavalli, autonomia stimata intorno agli 800 chilometri e prestazioni da supercar travestita da oggetto di lusso. Ma il messaggio più forte non è nei numeri. Jaguar ha deciso di non competere più con Bmw o Audi, una battaglia che negli ultimi anni si è rivelata perdente. Il nuovo obiettivo è molto più in alto, con prezzi di partenza sopra i 100.000 euro e uno scontro diretto con marchi come Porsche e Bentley.
Ed è qui che entra in gioco la parte più delicata della storia. Il rischio di perdere l’heritage, se non lo si è già fatto. Il rebranding del logo, accolto con un entusiasmo vicino allo zero, è stato il primo segnale di una rottura netta con il passato. Ora l’addio ai motori termici e il salto nel lusso elettrico completano la trasformazione. Jaguar scommette sul fatto che il suo nome sia ancora abbastanza forte da reggere il cambiamento. Che basti evocare una storia gloriosa per giustificare un futuro completamente diverso.
In fondo, è una mossa coerente con i tempi. L’industria dell’automotive sta cambiando pelle, spinta da elettrificazione, software e nuove aspettative dei clienti. Jaguar ha scelto di non adattarsi lentamente, ma di cambiare tutto insieme. Spegnere il termico, svuotare il listino, ridisegnare il brand e ripartire da zero.
Scelta folle o geniale? Lo vedremo dai numeri che saprà conquistarsi la Type 00. Una cosa però è certa. Il 23 dicembre 2025 non si è chiusa solo la storia della Jaguar a combustione interna. Si è chiuso un capitolo emotivo, fatto di suono, meccanica e carattere. Quello che arriverà nel 2026 sarà qualcosa di completamente diverso. Più silenzioso, più veloce, più elettrico. Resta da capire se sarà ancora, nel profondo, una Jaguar.