La repubblica tecnologica di Alexander C. Karp e Nicholas W. Zamiska è un libro scomodo e sorprendentemente concreto, che smonta con lucidità i miti più rassicuranti della Silicon Valley. Gli autori sostengono che l’alleanza tra tecnologia e politica non sia un accidente recente, ma il vero nuovo asse di potere dell’Occidente: una “repubblica” informale, senza confini, già operativa nei fatti.

Con tono ironico ma mai superficiale, il volume mette in discussione l’idealismo di facciata dei fondatori tech e richiama l’importanza dello Stato come partner strategico, non come residuo del passato. La tecnologia, sostengono Karp e Zamiska, non può prosperare senza istituzioni, responsabilità e visione geopolitica. Il risultato è una riflessione densa sul futuro dell’Occidente, dove piattaforme digitali e democrazie sono costrette a convivere e co-evolvere.

Una lettura provocatoria, che non offre consolazioni ma costringe a guardare la tecnologia per ciò che è diventata: una forma di potere che chiede governance, maturità politica e una nuova idea di cittadinanza.

Alexander C. Karp e Nicholas W. Zamiska, “La repubblica tecnologica“, Silvio Berlusconi Editore, 2025, p. 384, euro 22,00