Se pensate che l’intelligenza artificiale nello sport serva solo a dire se un pallone ha superato la linea o no, Milano-Cortina 2026 è pronta a farvi cambiare idea. Le prossime Olimpiadi invernali saranno, prima ancora che una vetrina sportiva, un gigantesco laboratorio tecnologico in cui l’AI non si limiterà a stare dietro le quinte, ma diventerà parte integrante dell’esperienza di chi guarda, racconta e vive i Giochi.

A raccontarlo è Yiannis Exarchos, numero uno di Olympic Broadcasting Services, che ha spiegato come il broadcast olimpico stia entrando in una nuova era, dove il confine tra ripresa televisiva, analisi dei dati e narrazione immersiva diventa sempre più sottile. L’idea di fondo è semplice e ambiziosa: non limitarsi a mostrare lo sport, ma farlo capire meglio, e possibilmente farlo sentire più vicino.

Una delle innovazioni più evidenti sarà la riproduzione in tempo reale a 360 gradi supportata dall’intelligenza artificiale, sviluppata insieme ad Alibaba. Già vista a Parigi 2024, arriva ora sulle nevi e sui ghiacci italiani con un sistema che combina i feed di più telecamere e li rielabora in pochi secondi per creare ricostruzioni tridimensionali dell’azione. Questo vuol dire che un salto, una discesa o una curva potranno essere rivisti da qualunque angolazione, fermati, rallentati, quasi smontati e rimontati come un meccanismo di precisione. È il sogno di ogni telecronista tecnico e, diciamolo, anche di ogni spettatore che vuole capire davvero cosa è appena successo.

Ma l’AI non si ferma all’effetto wow. Entra anche nel cuore di sport apparentemente difficili da raccontare in TV, come il curling. A Milano-Cortina debutterà un sistema di tracciamento delle stone basato sull’intelligenza artificiale, capace di mostrare in tempo reale traiettoria, velocità e rotazione di ogni pietra. Con grafiche sovrapposte alle immagini, il gioco diventa improvvisamente leggibile anche per chi, fino a ieri, si limitava a osservare delle persone che spazzano il ghiaccio con grande convinzione.

Poi c’è il tema dell’informazione e dell’accesso ai dati, che nelle Olimpiadi moderne è quasi importante quanto le medaglie. Qui entra in scena Olympic GPT, una sorta di assistente intelligente pensato per fornire a fan e operatori risultati in tempo reale, regolamenti e informazioni verificate. Non un semplice motore di ricerca, ma uno strumento che prova a trasformare l’enorme massa di dati olimpici in qualcosa di immediatamente utile e comprensibile.

Dietro le quinte, l’AI lavorerà ancora di più. La piattaforma Automatic Media Description è pensata per affrontare uno dei veri incubi dei grandi eventi: l’enorme volume di video in diretta. Il sistema suddivide i flussi in clip ricercabili, suggerisce descrizioni e parole chiave, aiuta a trovare in pochi secondi i momenti chiave. È un modo per rendere lo storytelling più veloce, ma anche per moltiplicare le storie possibili, perché ogni gara produce non più un racconto, ma centinaia di micro-racconti pronti per essere distribuiti.

A proposito di distribuzione, torna anche il sistema automatico di generazione degli highlights, che a Parigi 2024 aveva già prodotto oltre 100.000 clip uniche. A Milano-Cortina sarà la prima volta in un’Olimpiade invernale, e questo dà la misura di quanto l’AI stia diventando centrale non solo per chi guarda la TV tradizionale, ma per tutto l’ecosistema digitale fatto di social, piattaforme e contenuti on demand.

E siccome lo spettacolo conta ancora, ci saranno anche i droni con visuale in prima persona, soprattutto in discipline come bob e slittino. Riprese che seguono gli atleti a velocità impressionanti e che, come dice Exarchos, fanno davvero sentire lo spettatore dentro la gara. È un altro esempio di come tecnologia e sport stiano convergendo verso un’esperienza sempre più immersiva, quasi fisica.

Infine c’è un dettaglio che sembra tecnico, ma in realtà dice molto sul futuro: il passaggio ai furgoni Virtual OB, basati su infrastrutture cloud, che dovrebbero ridurre fino al 50% spazio occupato e consumi energetici rispetto ai mezzi tradizionali. Meno camion, meno cavi, meno energia, più flessibilità. Anche questa è intelligenza artificiale applicata, non tanto allo spettacolo, quanto alla sua sostenibilità economica e ambientale.

Milano-Cortina 2026, insomma, non sarà solo un’Olimpiade da vincere o da guardare. Sarà un’Olimpiade da decifrare, da esplorare, quasi da navigare. L’AI non correrà al posto degli atleti e non salterà al posto loro, ma sarà ovunque intorno, a spiegare, amplificare, trasformare. E forse è proprio questo il segno dei tempi: lo sport resta umano, faticoso e imprevedibile. Tutto il resto, ormai, è sempre più intelligente.