Negli ultimi mesi del 2025 Meta ha speso 6,4 milioni di dollari in una campagna pubblicitaria che ha attraversato città da Sacramento a Washington, con un messaggio chiaro: convincere il pubblico che i suoi nuovi data center siano una benedizione per le comunità locali. Secondo il New York Times, la campagna si regge su brevi video dallo stile casalingo, concentrati sui centri dati di Altoona in Iowa e Los Lunas nel New Mexico.

Gli spot dipingono i data center come generatori di lavoro e strumenti di rinascita per comunità rurali altrimenti in difficoltà. In Altoona il video racconta di una cittadina sull’orlo della sparizione, ma che grazie al data center ritrova ritmi di socialità tra diner locali e partite di football. A Los Lunas, invece, i lavoratori dei data center si godono barbecue con le famiglie, evitando l’esodo verso grandi città in cerca di lavoro.

Il tono è ottimisticamente idealistico, quasi hollywoodiano, con l’obiettivo evidente di trasformare infrastrutture tecnologiche fredde in simboli di comunità e coesione. Dietro l’apparente semplicità, però, resta la domanda: quanto queste immagini corrispondono alla realtà delle dinamiche economiche e sociali locali, e quanto sono un’operazione studiata per modellare la percezione pubblica dei colossi digitali?

In un’epoca in cui la narrativa tech è sempre più centrale per l’opinione pubblica, Meta dimostra che non basta costruire dati e server: bisogna anche saper costruire storie.