Il governo indiano ha appena lanciato un colpo audace nel gioco globale dei data center per intelligenza artificiale, offrendo alle multinazionali del cloud un’esenzione fiscale totale fino al 2047 per i servizi venduti all’estero, a patto che le operazioni girino su infrastrutture locali. Una mossa da maestro del marketing politico e tecnologico, che prova a trasformare l’India da mercato emergente in hub strategico globale per l’AI, mentre carenze energetiche e scarsità idrica minacciano di rallentare il sogno digitale.
L’annuncio del ministro delle finanze Nirmala Sitharaman, incluso nel bilancio annuale, definisce le regole: ricavi da servizi cloud esportati girano tax-free se elaborati in data center indiani; per il mercato domestico invece, i servizi devono transitare da rivenditori locali e tassati regolarmente. Sul lato locale, i fornitori di infrastrutture avranno un safe harbour del 15% sui costi, incentivando le joint venture tra aziende indiane e tech stranieri. Il messaggio è chiaro: l’India vuole diventare il terreno di gioco privilegiato per il prossimo decennio di intelligenza artificiale.
Le reazioni dei big player non si sono fatte attendere. Google, che ha già impegnato 25 miliardi di dollari tra 2020 e 2026, annuncia un hub AI da 15 miliardi, il più grande investimento mai fatto nel paese. Microsoft non sta a guardare e punta 17,5 miliardi entro il 2029, mentre Amazon alza il tiro con un impegno complessivo di 75 miliardi entro il 2030. Questi numeri non rappresentano solo investimenti: sono dichiarazioni di intenti geopolitiche mascherate da strategie aziendali.
Il settore domestico non resta indietro. Digital Connexion, joint venture tra Reliance, Brookfield e Digital Realty, investirà 11 miliardi per un campus AI da 1 gigawatt ad Andhra Pradesh, circa 400 acri di infrastruttura pronta per i carichi di lavoro più energivori. Adani Group si accoda, collaborando con Google per un progetto AI da 5 miliardi. Tuttavia, la crescita incontrerà ostacoli concreti: energia intermittente, costi elettrici elevati e scarsità d’acqua potrebbero rallentare i piani o aumentare i costi operativi.
Rohit Kumar di The Quantum Hub nota come il governo stia trattando i data center non più come retrovia tecnologica ma come asset strategico. Gli incentivi mirano a catturare capitali privati e a consolidare l’India come polo regionale di elaborazione dati. Ma l’esecuzione resta complessa: permessi statali, accesso ai terreni e continuità energetica sono problemi non trascurabili.
Secondo Sagar Vishnoi di Future Shift Labs, la capacità di data center indiana supererà i 2 gigawatt entro il 2026 e potrebbe toccare gli 8 gigawatt nel 2030, grazie a investimenti superiori a 30 miliardi di dollari. Permettere ai cloud stranieri di guadagnare senza tasse fino al 2047 è un “colpo strategico” per attrarre Big Tech, anche se potrebbe mettere sotto pressione le startup locali che vedono margini più sottili.
Il governo ha inoltre accelerato sul fronte elettronica e semiconduttori. La seconda fase dell’India Semiconductor Mission punta a sviluppare proprietà intellettuali full-stack locali, rafforzare supply chain e formare talenti specializzati. Il budget aumenta a 400 miliardi di rupie il fondo per la produzione di componenti elettronici chiave, dai PCB ai moduli fotocamera, incentivando produzione incrementale anziché sussidi upfront. Gli investimenti puntano a ridurre la dipendenza dalle importazioni, in particolare dalla Cina.
Anche le esportazioni online ricevono un boost: il tetto di valore per spedizione di 1 milione di rupie viene rimosso, facilitando l’accesso ai mercati globali per piccole imprese e artigiani. La gestione dei resi sarà digitalizzata per risolvere colli di bottiglia storici. Sul fronte materie prime critiche, l’India sostiene stati minerari come Odisha, Kerala, Andhra Pradesh e Tamil Nadu nella creazione di corridoi per terre rare, magneti e componentistica ad alto valore tecnologico, affrontando la dipendenza cinese.
L’insieme delle mosse segnala una visione strategica: l’India mira a un ruolo centrale nell’infrastruttura tecnologica globale, dall’AI alla manifattura elettronica fino ai minerali critici. Il successo dipenderà dalla capacità di trasformare incentivi generosi in leadership concreta, con energia stabile, acqua sufficiente e supporto costante all’innovazione locale, in un contesto dove la concorrenza globale non dorme.
Budget Speech