Il mondo dell’innovazione si prepara a un’altra offensiva massiccia con la tredicesima edizione del WMF – We Make Future – in programma dal 24 al 26 giugno a BolognaFiere. La fiera internazionale B2B, ormai punto di riferimento per l’AI, la tecnologia e il digitale, consolida il suo ruolo come piattaforma strategica del sistema paese, sostenuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero degli Affari Esteri. Non si tratta di un semplice evento espositivo, ma di un hub globale che mira a intrecciare l’internazionalizzazione del Made in Italy con investimenti esteri, implementazione dell’intelligenza artificiale e trasformazione digitale in 14 settori industriali considerati strategici.
Dopo il record dell’edizione 2025, che ha visto 73.000 presenze, 700 espositori, 2.800 B2B e più di 3.000 tra VC, scaleup e startup, l’aspettativa per la prossima edizione è di ampliare ulteriormente il raggio d’azione. Saranno presenti realtà tecnologiche, AI e digital provenienti da Asia, USA, Europa, India, Africa e Paesi Emergenti, insieme a investitori di alto calibro con un portafoglio complessivo di 1.500 miliardi di euro, 304 miliardi di AUM, più di 72,8 miliardi di dollari in operazioni finanziate e oltre 17.000 round di investimento gestiti. Un ecosistema impressionante che trasforma il WMF in una piattaforma dove il networking incontra strategie industriali e finanziarie di respiro globale.
Il WMF non è solo numeri e presenze, ma un vero laboratorio dove il digitale incontra l’economia reale. La conferma della tappa di San Francisco e l’annuncio della prima edizione in Arabia Saudita con Saudi Makes Future segnano l’inizio di una strategia di internazionalizzazione aggressiva. La fiera diventa un ponte tra il Made in Italy e i mercati globali, con focus su tecnologie abilitanti, AI applicata, investimenti strategici e partnership internazionali. Non stupisce che istituzioni come il MAECI, ICE e AEFI siano parte attiva nel progetto, riconoscendo nel WMF un volano per attrarre investimenti esteri e accelerare la transizione digitale delle imprese italiane.
Il WMF si conferma anche terreno di sperimentazione per l’intelligenza artificiale nei settori industriali chiave, con applicazioni che spaziano dall’industria manifatturiera all’agroalimentare, dalla finanza alla mobilità, dalla sanità all’energia. In questo contesto, la piattaforma diventa un ecosistema dove le startup italiane e straniere possono incontrare venture capital, corporate e istituzioni, con il valore aggiunto di un network globale che permette di trasformare idee in progetti scalabili e investimenti concreti.
Non mancano gli spunti ironici ma non troppo: il WMF non è più solo un palcoscenico di gadget tecnologici o di keynote autoreferenziali. È diventato un osservatorio privilegiato su come l’Italia possa posizionarsi nei prossimi anni nei mercati emergenti dell’innovazione, sfruttando la creatività industriale e il know-how tecnologico come strumenti di soft power. L’attenzione internazionale, con delegazioni da oltre 50 paesi, fa del WMF un laboratorio di geopolitica dell’innovazione, dove strategie industriali, AI e digitalizzazione si intrecciano con la diplomazia economica.
Per le imprese italiane, il messaggio è chiaro: la fiera non offre solo visibilità, ma opportunità concrete di crescita internazionale. Con investitori pronti a muovere capitali miliardari, startup alla ricerca di scalabilità e corporate in cerca di partnership strategiche, il WMF diventa il crocevia obbligato per chi vuole rimanere competitivo nella rivoluzione digitale globale. La fiera si conferma anche un osservatorio privilegiato sulle tendenze AI, con dimostrazioni live di applicazioni industriali, sessioni di mentorship e workshop su tecnologie avanzate come machine learning, robotica e digital twin.
Il 2026 si annuncia come un anno decisivo per il WMF: non più solo evento nazionale, ma piattaforma globale che collega Italia, Stati Uniti, Asia e Medio Oriente. L’internazionalizzazione, il digitale e l’intelligenza artificiale diventano leve per il posizionamento strategico del Paese, mentre la presenza di investitori con portafogli multimiliardari assicura che idee e progetti possano tradursi in risultati concreti e misurabili.
Il WMF non lascia spazio alla retorica: se il 2025 era stato l’anno del consolidamento, il 2026 punta alla leadership internazionale dell’Italia nel tech e nell’innovazione. L’intelligenza artificiale e il digitale non sono più un orpello, ma strumenti essenziali per attrarre capitali, guidare la trasformazione industriale e confermare la capacità del Made in Italy di competere su scala globale. Gli occhi di investitori, startup e istituzioni saranno puntati su Bologna, dove per tre giorni il futuro non sarà solo raccontato, ma messo in pratica tra incontri, investimenti e innovazione.