Block, la fintech guidata dal cofondatore di Twitter Jack Dorsey, ha annunciato un taglio di oltre 4.000 posti su una forza lavoro di circa 10.000 dipendenti. Una riduzione di quasi la metà dell’organico che rappresenta uno dei segnali più espliciti finora del legame diretto tra AI e occupazione. I mercati hanno applaudito. Il titolo della società fintech è balzato di oltre il 25% nelle contrattazioni after hours, dimostrando che a Wall Street l’efficienza operativa resta un argomento molto convincente. I lavoratori, prevedibilmente, hanno accolto la notizia con molto meno entusiasmo.
Chi è Jack Dorsey e perché conta la sua mossa
Jack Dorsey non è un manager qualunque della Silicon Valley. Cofondatore di Twitter, oggi X, ha lasciato il ruolo di amministratore delegato nel 2021 per concentrarsi su Block, il gruppo fintech che controlla Square e offre servizi di pagamento digitali per imprese e consumatori. Figura iconica e spesso controcorrente, Dorsey è noto anche per la sua posizione radicale a favore del bitcoin, tanto da essere definito un bitcoin maximalist.
La sua decisione di collegare apertamente i licenziamenti all’impatto dell’intelligenza artificiale rompe un tabù comunicativo che finora molti Ceo avevano preferito aggirare.
“Strumenti di intelligenza” e aziende più piccole
In una lettera agli azionisti, Dorsey ha spiegato che gli strumenti di intelligenza stanno cambiando il modo di costruire e gestire un’azienda. Secondo il manager, un team significativamente più piccolo, utilizzando le tecnologie AI sviluppate internamente, può fare di più e farlo meglio. Le capacità di questi strumenti, ha aggiunto, crescono di settimana in settimana.
Non si tratta solo di automazione di compiti ripetitivi. Il messaggio implicito è che l’AI sta erodendo anche funzioni tipicamente impiegatizie, analitiche e di coordinamento. L’idea che la tecnologia sostituisca soprattutto lavori manuali appare sempre più superata.
Dorsey ha anche sostenuto di non essere in anticipo nella sua valutazione sull’impatto dell’AI, ma che molte aziende siano in ritardo. Una previsione che suona quasi come un avvertimento: entro un anno, secondo lui, la maggioranza delle imprese potrebbe arrivare alla stessa conclusione e ristrutturare di conseguenza.
Un trend che va oltre Block
Il caso Block si inserisce in un contesto più ampio di tagli negli Stati Uniti. Negli ultimi mesi aziende come Amazon, UPS, Dow, Nike e Home Depot hanno annunciato complessivamente oltre 50.000 esuberi. Amazon, che ha tagliato circa 30.000 ruoli da ottobre, ha evitato di legare in modo diretto le decisioni all’AI, pur riconoscendo che la tecnologia ridurrà il numero di persone necessarie per alcune attività, in particolare nei ruoli white collar.
Nel frattempo, i dati macroeconomici statunitensi mostrano un mercato del lavoro ancora relativamente stabile, con le ultime rilevazioni sui non farm payrolls superiori alle attese. Il quadro è dunque ambiguo: occupazione aggregata resiliente, ma trasformazioni profonde a livello settoriale e aziendale. Block rappresenta però un caso emblematico perché la connessione tra AI e tagli occupazionali viene dichiarata senza giri di parole.
Performance finanziaria e scommessa sul bitcoin
I licenziamenti arrivano nonostante Dorsey abbia definito “forte” la performance finanziaria del 2025. Nel quarto trimestre fiscale, Block ha registrato ricavi per quasi 6,3 miliardi di dollari, in linea con le attese di Wall Street. L’utile per azione è però sceso a 19 centesimi, penalizzato da un impatto negativo di 234 milioni di dollari legato alle partecipazioni in bitcoin, il cui prezzo è calato del 23% dall’inizio dell’anno.
La strategia della società resta peculiare nel panorama dei pagamenti digitali. Mentre molti operatori hanno puntato sulle stablecoin, token digitali ancorati a valute tradizionali e regolamentati negli Stati Uniti, Block ha scelto di integrare pagamenti in bitcoin per merchant e consumatori. Una scommessa coerente con la visione di Dorsey, che considera la criptovaluta destinata nel lungo periodo a sfidare il dollaro.
Nel frattempo, concorrenti come Stripe hanno registrato una forte crescita nei volumi legati alle stablecoin, quadruplicati nell’ultimo anno. La divergenza strategica aggiunge un ulteriore livello di complessità al percorso di Block.
AI e lavoro: un cambio di paradigma
La decisione di Dorsey segna un passaggio simbolico. Fino a poco tempo fa, l’intelligenza artificiale veniva presentata soprattutto come strumento di produttività. Oggi inizia a essere descritta come leva di riduzione strutturale del personale.
Il tema non riguarda solo il numero di posti di lavoro, ma la natura stessa dell’organizzazione aziendale. Se una squadra più piccola può ottenere risultati migliori grazie a strumenti di intelligenza, il modello tradizionale di crescita basato sull’espansione dell’organico potrebbe entrare in crisi.
Per investitori e analisti, la promessa è margini più elevati e costi più contenuti. Per i lavoratori, l’equazione è meno rassicurante. Il dibattito pubblico sull’AI si sposta così dalla sperimentazione entusiastica alla gestione delle conseguenze sociali.
Jack Dorsey ha scelto di non nascondere il legame tra tecnologia e ristrutturazione. Che si tratti di lungimiranza o di semplice realismo, la mossa di Block rende evidente che l’era dell’intelligenza artificiale non si misurerà solo in innovazioni di prodotto, ma anche nella ridefinizione degli equilibri occupazionali. E questa volta abbiamo visto che non si tratta di un’ipotesi teorica, ma di una voce concreta a bilancio.