Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha accusato apertamente il rivale OpenAI di aver messo in scena un “teatro di sicurezza” nella gestione della partnership con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, sostenendo che le misure adottate non siano sufficienti a prevenire utilizzi impropri dell’intelligenza artificiale in ambito militare, inclusi sorveglianza di massa e armamenti autonomi.

Secondo quanto riportato da The Information, in un promemoria interno di 1.600 parole inviato la scorsa settimana, Amodei ha definito “mendace” la decisione di OpenAI di interrompere una precedente partnership con il Pentagono, lasciando intendere che dietro la narrativa pubblica vi sia una realtà più opaca. Nel documento, il CEO di Anthropic avrebbe anche attribuito l’ostilità dell’amministrazione di Donald Trump non soltanto a divergenze politiche, ma a una presunta mancanza di lealtà politica da parte dell’azienda.

Amodei avrebbe inoltre criticato la cultura interna di OpenAI, arrivando a descrivere alcuni dipendenti come “una specie di gruppo di creduloni” pronti ad accettare la versione ufficiale sulla collaborazione con la difesa. Secondo la sua ricostruzione, l’accordo avrebbe comportato concessioni che hanno indebolito gli standard di sicurezza che l’industria dell’AI dichiara di voler proteggere.

Dopo la diffusione del promemoria, OpenAI ha dichiarato di aver rafforzato ulteriormente le garanzie previste nell’intesa con il Pentagono, nel tentativo di rassicurare opinione pubblica e stakeholder sulla gestione dei rischi connessi all’uso militare dell’intelligenza artificiale.

Nel frattempo, sul fronte finanziario, il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha ridimensionato le aspettative su un maxi investimento da 100 miliardi di dollari in OpenAI, definendolo “probabilmente non più realizzabile” alla luce dell’imminente quotazione in borsa della società. Huang ha parlato durante la conferenza Morgan Stanley Technology, Media and Telecom a San Francisco, affermando di aspettarsi che OpenAI possa debuttare sui mercati entro la fine dell’anno.

La scorsa settimana OpenAI ha annunciato che Nvidia investirà 30 miliardi di dollari nell’ambito di un round complessivo da 110 miliardi, che include anche Amazon e SoftBank. Huang ha inoltre lasciato intendere che l’investimento da 10 miliardi di dollari in Anthropic sarà “probabilmente l’ultimo” per quanto riguarda quella società.

Con OpenAI che ha siglato un importante accordo di elaborazione con Amazon Web Services, Nvidia starebbe ora accelerando la collaborazione con AWS per sostenere la crescente domanda di capacità computazionale.

Il quadro che emerge è quello di una competizione non soltanto tecnologica, ma anche politica e strategica, in cui le alleanze con governi e grandi provider cloud diventano leve decisive. In gioco non vi sono soltanto contratti miliardari, ma la definizione degli standard di sicurezza e delle regole implicite che guideranno l’uso dell’intelligenza artificiale nei contesti più sensibili.