Numeri in crescita, margini in miglioramento e una direzione strategica sempre più chiara: il 2025 di Engineering Ingegneria Informatica segna un passaggio importante nella trasformazione del gruppo da system integrator tradizionale a protagonista dell’economia dell’intelligenza artificiale. Il bilancio consolidato approvato dal CdA racconta una storia di crescita organica e disciplinata, ma soprattutto evidenzia un elemento chiave: l’AI non è più un’area di sviluppo, è diventata il motore industriale della creazione di valore.
I ricavi netti raggiungono 1,76 miliardi di euro, in aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Un dato che, preso isolatamente, potrebbe sembrare moderato. Ma il vero segnale arriva dalla qualità della crescita. L’EBITDA Adjusted sale a 280,3 milioni di euro, mentre l’EBIT cresce del 12,9%, a testimonianza di un miglioramento strutturale dell’efficienza operativa. Ancora più significativo l’EBITDA post-CapEx, in aumento dell’11,2%, che riflette una gestione più equilibrata degli investimenti e una maggiore capacità di generazione di cassa.
Il gruppo mostra anche un progressivo rafforzamento della posizione finanziaria, con un indebitamento netto in riduzione e una gestione prudente del capitale circolante.
Dietro questi numeri non c’è solo disciplina finanziaria. C’è una trasformazione industriale guidata da un cambio di mix: meno attività a basso margine, più soluzioni proprietarie e tecnologie avanzate.
Il cuore della strategia di Engineering è ormai esplicitamente legato all’intelligenza artificiale. Non come semplice tecnologia abilitante, ma come asset strategico cumulabile, capace di generare vantaggio competitivo nel tempo.
L’amministratore delegato Aldo Bisio parla apertamente di accelerazione della trasformazione innescata dalla Generative AI. Un passaggio che segna il superamento della fase sperimentale per entrare in una dimensione industriale.
Questa evoluzione si concretizza nello sviluppo di un’architettura definita “AI sovrana”. Un modello che punta a garantire alle organizzazioni pieno controllo su dati, modelli e infrastrutture, evitando dipendenze eccessive da piattaforme esterne.
Una scelta che risponde a esigenze sempre più pressanti di sicurezza, compliance e autonomia tecnologica, soprattutto in settori sensibili come la pubblica amministrazione e l’healthcare, dove Engineering continua a registrare performance solide.
Il punto di partenza operativo di questa strategia è rappresentato da EngGPT, la piattaforma di Private Generative AI sviluppata dal gruppo. Progettata in linea con i requisiti dell’AI Act europeo, EngGPT si distingue per un approccio aperto e “auditabile”, capace di integrarsi in architetture ibride e multi-modello. Un dettaglio tecnico che ha implicazioni economiche rilevanti: consente alle imprese di evitare lock-in tecnologici e di ottimizzare costi e performance.
L’efficienza computazionale della piattaforma, sia in fase di training che di inferenza, rappresenta un ulteriore vantaggio competitivo in un contesto in cui il costo dell’AI è sempre più legato all’uso delle risorse.
Uno degli sviluppi più interessanti riguarda l’evoluzione dei processi aziendali verso modelli “agentici”. Engineering sta lavorando su architetture in grado di orchestrare agenti AI che combinano modelli proprietari e di mercato, trasformando i processi core in sistemi intelligenti e adattivi.
Questo approccio consente alle organizzazioni di valorizzare il proprio know-how, proteggere la proprietà intellettuale e costruire soluzioni altamente personalizzate. Non si tratta semplicemente di automatizzare attività, ma di ridefinire il funzionamento stesso delle imprese.
Nel corso del 2025, Engineering ha esteso l’utilizzo della Generative AI lungo l’intero ciclo di sviluppo software, ottenendo miglioramenti tangibili in termini di produttività ed efficienza. Si tratta di un passaggio cruciale, perché dimostra come l’AI non sia confinata ai prodotti, ma permei i processi interni, generando valore operativo diretto.
Sul fronte della ricerca, il gruppo continua a investire in modo significativo, con oltre 90 progetti attivi e più di 24 milioni di euro dedicati all’innovazione. La partecipazione a programmi europei strategici, come gli IPCEI su cloud e healthcare, rafforza ulteriormente il posizionamento internazionale.
I risultati del 2025 mostrano un gruppo in fase di consolidamento, ma soprattutto in accelerazione strategica. L’AI non è più una promessa, ma una componente integrata del modello di business.
La sfida ora è scalare: trasformare le architetture, le piattaforme e le competenze in vantaggi competitivi sostenibili, in un mercato sempre più affollato e dominato da grandi player globali. Su questo aspetto, Engineering parte con un vantaggio: una forte presenza nei settori regolati e una visione dell’AI centrata su controllo, integrazione e valore nel tempo.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale rischia di essere percepita come una commodity, la vera differenza non la fanno i modelli, ma il modo in cui vengono governati. E su questo terreno, almeno per ora, Engineering sembra aver scelto la direzione giusta.