La Fondazione Biotecnopolo di Siena ha portato a Parigi, alla conferenza scientifica Anrs Mie, la nuova frontiera della vaccinologia. Si chiama Reverse Vaccinology 3.0 e rappresenta l’evoluzione più avanzata degli ultimi decenni: un metodo che integra immunologia e intelligenza artificiale per identificare antigeni promettenti con una velocità prima impensabile, riducendo il tempo di messa a punto dei vaccini da anni a pochi giorni.

Emanuele Andreano, responsabile del laboratorio di sierologia del Biotecnopolo, ha presentato i risultati di questo approccio rivoluzionario insieme a Rino Rappuoli, direttore scientifico della fondazione, e a Jason S. McLellan dell’Università del Texas ad Austin. Il lavoro, descritto sulla rivista Nature Reviews Microbiology, segna un cambio di paradigma profondo: non si parte più dal patogeno per poi cercare anticorpi, ma si analizzano prima i dati immunologici umani, si studiano le risposte anticorpali reali e si utilizzano modelli predittivi di intelligenza artificiale per selezionare con precisione gli antigeni più efficaci.

Portiamo a Parigi una ricerca che nasce dall’integrazione tra immunologia e intelligenza artificiale“, spiega Andreano. “È un approccio che cambia il modo in cui combattiamo i patogeni e ci prepariamo a rispondere a future emergenze. Non partiamo più solo dal patogeno, ma dai dati immunologici umani. Analizziamo le risposte anticorpali e utilizziamo modelli predittivi per identificare in modo mirato gli antigeni più promettenti. Questo consente di ridurre drasticamente i tempi e di aumentare la probabilità di individuare bersagli realmente efficaci“.

Un esempio concreto arriva dallo studio sul virus monkeypox (il vaiolo delle scimmie): grazie a Reverse Vaccinology 3.0 il team di Siena ha identificato in soli cinque giorni un antigene neutralizzante, denominato Opg153, capace di bloccare efficacemente il virus.

“Il passaggio da anni a pochi giorni non è solo un miglioramento tecnico“, sottolinea Andreano. “È un cambio di prospettiva. Significa poter reagire subito quando emerge una minaccia e costruire contromisure in una fase molto precoce“.

Rino Rappuoli, uno dei padri della vaccinologia moderna, inquadra il risultato in un percorso più ampio: “Oggi la Reverse Vaccinology 3.0 aggiunge la capacità predittiva dell’intelligenza artificiale e consente di analizzare grandi quantità di dati biologici in tempi molto rapidi. Apre una fase nuova nella quale genomica, immunologia, biologia strutturale e IA lavorano insieme per accelerare lo sviluppo di vaccini sicuri ed efficaci“.

Il metodo sviluppato dal Biotecnopolo di Siena si inserisce perfettamente nella strategia europea di preparazione alle emergenze sanitarie.

In un mondo in cui i patogeni emergenti possono diffondersi rapidamente, la capacità di passare dal sequenziamento di un virus alla progettazione di un candidato vaccinale in pochi giorni rappresenta un vantaggio strategico decisivo per la salute pubblica globale.

La presentazione a Parigi conferma che Siena sta posizionando l’Italia tra i leader mondiali nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla ricerca biomedica. Reverse Vaccinology 3.0 non è solo una tecnica più veloce: è un nuovo modo di pensare la vaccinologia, più data-driven, più predittivo e soprattutto più pronto a proteggere l’umanità di fronte alle prossime minacce infettive.