L’annuncio arriva direttamente da Rabat e ha il sapore di una svolta storica. In un’intervista esclusiva a Jeune Afrique, Amal El Fallah Seghrouchni, ministra delegata alla Transizione Digitale e alla Riforma dell’Amministrazione del Marocco, ha dichiarato senza giri di parole: “Il Marocco ospiterà una delle 15 factory di intelligenza artificiale dell’Unione europea”.
Una frase che, se confermata nei prossimi mesi (al momento non c’è una dichiarazione ufficiale da parte dell’Ue) proietta il Regno nordafricano al centro della strategia continentale europea per l’AI.
Amal El Fallah Seghrouchni non è una ministra qualunque: ingegnere, ex professoressa alla Sorbona e tra le massime esperte mondiali di intelligenza artificiale distribuita e sistemi multi-agente, guida da ottobre 2024 il dicastero che sta trasformando il Marocco in un hub tecnologico regionale.
La sua affermazione si inserisce in un contesto preciso: l’Unione Europea sta accelerando la costruzione di una rete di “AI Factories”, delle vere e proprie strutture di calcolo ad altissima performance, per ridurre la dipendenza da Stati Uniti e Cina.
Dopo le prime 13 fabbriche annunciate e l’espansione a 19 (tra cui sei nuove), Bruxelles sta estendendo il modello anche ai paesi partner attraverso le cosiddette “Antenne”.
Da questo punto di vista, il Marocco, grazie alla vicinanza geografica (solo 15 km dallo Stretto di Gibilterra), ai cavi sottomarini che lo collegano direttamente all’Europa e alla disponibilità di energia rinnovabile a basso costo, è emerso come candidato ideale.
La ministra ha collegato l’annuncio a una collaborazione più ampia con la Commissione Europea: un Memorandum of Understanding già in fase avanzata sul tema AI Factory e Data Factory, che si aggiunge al progetto nazionale “AI Made in Morocco” e alla rete Jazari, l’ecosistema di ricerca, formazione e innovazione che collega università, startup e istituzioni pubbliche.
Non si tratta di un caso isolato: negli ultimi mesi Rabat ha stretto partnership con giganti come Mistral AI e Oracle, mentre un consorzio internazionale guidato da Naver Cloud, Nvidia, Nexus Core Systems e Lloyds Capital sta realizzando un data center da 500 MW a energia rinnovabile vicino a Casablanca, progettato proprio per servire i mercati EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa).
Ma perché, verrebbe da chiedersi, l’Europa dovrebbe “delocalizzare” una delle sue preziose AI Factory proprio in Marocco? La risposta è strategica e pragmatica insieme. Le AI Factory richiedono enormi quantità di energia, raffreddamento efficiente e costi competitivi: fattori che in molti Paesi europei stanno diventando critici.
Il Marocco offre invece rinnovabili abbondanti (solare e eolico), un quadro regolatorio favorevole agli investimenti esteri e una posizione logistica imbattibile per servire il Vecchio Continente con latenza minima. In pratica, l’Europa guadagna capacità di calcolo sovrana senza dover costruire tutto in casa, mentre Rabat accelera la propria sovranità tecnologica e crea migliaia di posti di lavoro qualificati.
L’affermazione di Amal El Fallah Seghrouchni è quindi verosimile e supportata da segnali concreti: non si tratta di una semplice dichiarazione di intenti, ma di un tassello di una strategia più ampia che vede il Marocco trasformarsi da importatore di tecnologia a esportatore di infrastrutture AI.
Se l’accordo verrà formalizzato, una delle quindici AI Factory europee nascerà fuori dai confini dell’Ue, segnando un precedente importante nella nuova geografia dell’intelligenza artificiale.
Per il continente africano è un messaggio potente: l’AI non è più solo appannaggio delle superpotenze. Per l’Europa rappresenta invece una lezione di realismo geopolitico: in un mondo dove l’energia e i dati sono le nuove leve del potere, le alleanze con i partner più vicini e affidabili diventano decisive.
Sotto questo punto di vista, il Marocco non sarà più solo un ponte tra Africa ed Europa: potrebbe diventare uno dei motori nascosti dell’AI europea. E tutto parte da una ministra che, prima ancora di sedersi al tavolo del governo, ha passato una vita a studiare e costruire sistemi intelligenti.