Il momento del decollo è sempre stato il più spettacolare per i passeggeri e il più costoso per le compagnie aeree: spinta massima, consumo elevato, margini ridotti all’essenziale. Ora però qualcosa sta cambiando, e non per merito di una nuova ala futuristica o di carburanti miracolosi, ma grazie a una combinazione molto più silenziosa e sofisticata: dati e intelligenza artificiale.
ITA Airways ha deciso di affrontare uno dei punti più energivori del volo con un approccio che definire chirurgico non è un’esagerazione. L’obiettivo è ottimizzare il profilo di decollo utilizzando sistemi di analisi predittiva e machine learning, capaci di suggerire in tempo reale come far salire un aereo nel modo più efficiente possibile. Il risultato? Meno carburante bruciato, meno emissioni e, dettaglio non trascurabile, nessun compromesso su sicurezza e performance.
Il cuore di questa trasformazione si chiama SITA OptiFlight, una soluzione che lavora dietro le quinte ma con un impatto molto concreto. Il sistema incrocia i dati dell’aeromobile con le condizioni meteo aggiornate al secondo e costruisce per ogni volo il profilo di salita ideale. Non si limita a dire “vai più piano” o “vai più veloce”. Regola parametri estremamente specifici come velocità, accelerazione, cambi di quota e perfino il Mach di salita, adattandoli dinamicamente alla situazione reale.
Tradotto in termini meno tecnici, è come avere un copilota invisibile che non dorme mai, non si distrae e soprattutto ha già analizzato milioni di scenari possibili prima ancora che le ruote si stacchino da terra.
I numeri sembra stiano dando sostanza a questa narrazione tecnologica. Tra il 2025 e il 2026, ITA Airways prevede di risparmiare oltre 7.100 tonnellate di carburante e di ridurre le emissioni di CO2 di più di 22.100 tonnellate. Non si tratta di una limatura marginale, ma di un intervento strutturale su scala di flotta, visto che la soluzione è stata estesa a tutti i velivoli della compagnia.
Secondo Francesco Presicce, responsabile Innovation and Strategic Projects di ITA Airways, la direzione è chiara: dati e intelligenza artificiale non sono più un supporto, ma una leva centrale per costruire un modello di crescita sostenibile. L’idea è semplice quanto ambiziosa, utilizzare la tecnologia per fare meglio consumando meno, senza chiedere sacrifici operativi o rinunce in termini di sicurezza.
Dall’altra parte, Yann Cabaret, CEO di SITA for Aircraft, sottolinea come questa collaborazione rappresenti un esempio concreto di trasformazione digitale applicata all’aviazione. L’AI, in questo contesto, non è un esercizio teorico ma uno strumento operativo che interviene in tempo reale su decisioni critiche.
Dal nostro punto di vista di analisi è interessante notare come il decollo, spesso percepito come una fase standardizzata e poco modificabile, diventi invece un terreno fertile per l’ottimizzazione algoritmica. Ogni aeroporto, ogni condizione atmosferica, ogni configurazione del velivolo introduce variabili che un sistema tradizionale fatica a gestire con la stessa precisione. L’intelligenza artificiale, al contrario, prospera proprio nella complessità.
Il messaggio che emerge è piuttosto chiaro: l’innovazione nel settore aeronautico non passa solo da nuovi aerei o carburanti alternativi, ma anche da una gestione più intelligente di ciò che già esiste. Ottimizzare un decollo può sembrare meno affascinante di progettare un motore rivoluzionario, ma quando moltiplichi quel miglioramento per migliaia di voli, l’impatto diventa tutt’altro che trascurabile. E mentre il passeggero continua a percepire il solito, rassicurante rombo in fase di decollo, da qualche parte un algoritmo sta già facendo i conti per rendere quel momento un po’ più leggero, sia per l’ambiente e che per i bilanci.