Efficienza, organizzazione e tempo. Tre parole che in sanità pesano quanto diagnosi e terapie, anche se raramente finiscono nei titoli. L’accordo siglato tra Istituto Giannina Gaslini e Fusion AI Labs prova a rimetterle al centro, utilizzando l’intelligenza artificiale non per sostituire il lavoro clinico, ma per alleggerire tutto ciò che gli ruota intorno. Il protocollo d’intesa, firmato a Genova e con una durata triennale, ha un obiettivo piuttosto concreto: migliorare l’accesso ai servizi, ottimizzare la presa in carico dei pazienti e rendere più fluido il coordinamento delle attività ospedaliere. Ovvero, meno tempo perso tra moduli, code e incastri organizzativi, più tempo per la cura vera e propria.
Il punto di partenza è quasi controintuitivo per chi associa l’AI a diagnosi automatizzate o robot in sala operatoria. Qui l’intelligenza artificiale lavora dietro le quinte, nei processi amministrativi e gestionali che spesso rappresentano il vero collo di bottiglia del sistema sanitario. Ottimizzare i turni, migliorare la gestione delle risorse, rendere più intelligenti i flussi di acquisto e semplificare le procedure di accettazione sono interventi meno spettacolari, ma decisamente più immediati nell’impatto quotidiano.
Renato Botti, direttore generale dell’Istituto Giannina Gaslini, lo spiega con una formula che sintetizza bene la filosofia del progetto: “ogni minuto sottratto alla burocrazia è un minuto guadagnato per la cura. Non partiamo dalla tecnologia, ma dai bisogni dell’ospedale”. Una precisazione che, nel mondo dell’AI, suona quasi come una dichiarazione di metodo.
La sperimentazione sarà articolata in diverse aree pilota, scelte perché rappresentano i punti di attrito più evidenti nella vita ospedaliera. Algoritmi capaci di bilanciare carichi di lavoro e competenze, sistemi che migliorano la gestione delle scorte e strumenti che semplificano le pratiche amministrative. Tutto questo in ambienti controllati, con un’attenzione particolare alla protezione dei dati.
Ed è proprio il tema dei dati a emergere come uno dei pilastri dell’accordo. In un settore dove le informazioni sono tra le più sensibili in assoluto, la governance diventa parte integrante dell’innovazione. Ogni progetto sarà sottoposto a valutazioni preventive di impatto, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle normative e mantenere un equilibrio tra sperimentazione e tutela.
Dal lato tecnologico, Andrea Pescino, Ceo di Fusion AI Labs, insiste su un concetto che merita attenzione: “Il settore sanitario è forse il terreno più esigente e più significativo, su cui l’Intelligenza Artificiale possa essere messa alla prova. Liberare tempo di relazione tra medico e paziente: sono sfide concrete, con un impatto diretto sulla vita delle persone. Con il Gaslini condividiamo la convinzione che l’AI debba servire la cura, non sostituirla”. Una frase che potrebbe sembrare scontata, ma che in realtà definisce il perimetro entro cui queste tecnologie possono essere davvero utili in sanità. Liberare tempo di relazione tra medico e paziente diventa così una metrica di successo, forse più significativa di qualsiasi indicatore tecnico.

L’accordo non si limita alla sperimentazione operativa. Sullo sfondo prende forma anche un progetto più ambizioso, quello di creare a Genova un polo di ricerca avanzata dedicato all’AI applicata alle life sciences. L’ipotesi di riqualificazione di Villa Doria Spinola va in questa direzione, con l’obiettivo di costruire un ecosistema che unisca ricerca, formazione e applicazione concreta.
Il risultato è un modello che prova a tenere insieme innovazione tecnologica e responsabilità istituzionale. Da un lato algoritmi e machine learning, dall’altro rigore etico e normativo. Un equilibrio che nel settore sanitario non è opzionale, ma essenziale.
Un accordo, quello tra il Gaslini e Fusion AI Labs che dimostra come una delle applicazioni più promettenti dell’intelligenza artificiale non riguarda necessariamente macchine che fanno diagnosi miracolose, ma software che aiutano a organizzare meglio agende, turni e magazzini. Insomma, meno fantascienza e più efficienza. E forse è proprio questo il segnale più interessante.