Dal colonnato di piazza del Plebiscito le parole di papa Leone XIV sono desiderio di un bagno d’umanità. Il papa sceglie Napoli, città di frontiera e di eterna accoglienza per parlare di carità umana, riscatto, speranza. “Napoli è una città dai mille colori – ha detto il pontefice – in cui la cultura e le tradizioni del passato si mescolano alla modernità e alle innovazioni”
Al fianco della Chiesa che ascolta, c’è proprio la Napoli che studia e innova.
È la Napoli del riscatto. È un Sud che sta trainando lo sviluppo economico e l’innovazione tecnologica del Paese e che vede al centro l’ateneo federiciano. Da Fuorigrotta a San Giovanni a Teduccio si tracciano i nuovi meridiani del progresso tecnologico e della qualità della ricerca scientifica.
Questa visione non resta confinata nelle aule accademiche, ma si traduce in progetti innovativi come Infant: una rete informatica per l’oncologia pediatrica in Campania, dove l’algoritmo sposta i dati e non i bambini, consentendo la cura negli ospedali di prossimità e non viaggi estenuanti in soli due poli ospedalieri campani. Progetto siglato dal prof. Aniello Murano, Ordinario di Intelligenza Artificiale dell’ateneo federiciano: “Facciamo ricerca per migliorare la vita delle persone, per prevenire disastri, per aprire nuovi orizzonti – ha dichiarato il luminare – ma lasciando che sia sempre l’uomo a dominare la macchina”. Il progetto “Infant” è un modello destinato all’Europa. Da trent’anni il prof. Murano si occupa dell’IA rivolta al bene comune. La sua missione in fondo da sempre, come EurAI Fellow e oggi vicepresidente di AIxIA è quella di un Umanesimo che si fa digitale, senza perdere la sua radice umana.
Torna con tutta la sua intensità il discorso che il Pontefice, pronunciò al G7 in Puglia, in merito all’Intelligenza Artificiale. La sua visione di “ulteriorità”: l’essere umano non è riducibile a un dato, possiede una scintilla metafisica che lo proietta oltre la pura computazione”. Una affermazione che è consapevolezza del ruolo dello scienziato che deve sperimentare e innovare, andando oltre sé stesso. Ma a questa “ulteriorità” disegnata dal pontefice, il prof Murano affianca “la prossimità dei bisogni”.
Una sfida che lo vede impegnato come ambasciatore dell’IA per il bene comune, da Napoli e soprattutto nella Sanità, tessendo un dialogo continuo con tutti i Dipartimenti di ricerca e con i medici delle aziende ospedaliere campane, per poi approdare alla Medicina d’urgenza a Catania e diventando interlocutore primario per l’Unione Industriali di Napoli, dove la necessità è innovare con consapevolezza, analizzare il problema e trovare l’algoritmo che lo risolva e renda equo il risultato in una ontologia etica che non ha eguali.
Floriana Nappi