Gli accordi “fantastici”: cosa c’è davvero sul tavolo
Partiamo dai fatti concreti, che sono pochi e misurabili. Trump ha dichiarato che la Cina ha accettato di acquistare 200 aerei Boeing, il primo ordine di aerei commerciali americani in quasi un decennio. Ottima notizia, in teoria. In pratica, il mercato si aspettava circa 500 aeromobili, e il titolo Boeing è crollato di oltre il 4% il giorno stesso dell’annuncio. Gli investitori, evidentemente, non condividono la lettura “fantastica” dell’accordo.
Sul fronte agricolo, i funzionari americani hanno parlato di progressi nella creazione di meccanismi per gestire gli scambi futuri e di un impegno comune a individuare beni non sensibili per un valore di 30 miliardi di dollari. I dettagli, però, al momento della partenza di Trump erano ancora “scarsi”, secondo la Reuters, e il ministero degli Esteri cinese non ha confermato nessuno degli accordi specifici elencati dalla Casa Bianca.
Il rappresentante commerciale americano Jamieson Greer ha aggiunto un ulteriore elemento di incertezza, dichiarando a Bloomberg TV che non è stato ancora deciso se prorogare la tregua commerciale, quella per intenderci che prevede la sospensione dei dazi a tre cifre sulle merci cinesi, oltre la sua scadenza prevista per fine anno. Come ha sintetizzato Chim Lee dell’Economist Intelligence Unit: “Per il mercato, il vertice può essere strategicamente rassicurante, ma deludente nella sostanza.”
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