I Ceo tech americani: tanta presenza, pochi risultati
La composizione della delegazione americana parla da sola. Dei diciassette leader aziendali al seguito di Trump, sette provenivano dal settore tecnologico: una percentuale senza precedenti, che riflette il cambiamento del centro di gravità economico tra i due Paesi. Nel 2017, durante la prima visita di Trump in Cina, erano solo cinque, dominati da energia e manifattura.
La presenza di questi colossi a Pechino era un segnale di quanto le aziende americane abbiano ancora bisogno del mercato cinese. Ma è anche il segnale di quanto quel mercato stia diventando più difficile da raggiungere. La Cina ha già costruito alternative nazionali per molti dei servizi offerti da Apple, Google e Meta. Sta sviluppando i propri chip, sta investendo nei propri modelli di AI, sta costruendo la propria infrastruttura di data center. Gli investimenti delle hyperscaler cinesi in hardware AI cresceranno del 30% all’anno nei prossimi due anni, secondo Morgan Stanley.
In questo contesto, i Ceo americani non sono arrivati a Pechino da una posizione di forza assoluta. Sono arrivati da una posizione di dipendenza reciproca sempre più complicata, cercando di preservare l’accesso a un mercato che si sta progressivamente attrezzando per farne a meno.
.