E se il problema non fosse quello di trovare i talenti nell’intelligenza artificiale ma di trovare quelli giusti? Quei collaboratori cioè in grado di integrare davvero l’AI nei processi aziendali, governarla, misurarne l’impatto e trasformarla da esperimento interessante a strumento operativo. Perché sono esattamente queste le competenze che il mercato continua a offrire in quantità limitata. Proprio da questa osservazione nasce AI Academy Direct, il nuovo “graduate programme” lanciato da Fusion AI Labs, centro di ricerca applicata e sperimentazione industriale sull’intelligenza artificiale con sede a Genova.

L’obiettivo è semplice da spiegare, molto meno da realizzare. Formare specialisti AI già allineati alle esigenze concrete delle imprese e coinvolgere le aziende fin dal momento della selezione dei candidati.

La carenza di competenze AI cambia forma

Fino ad ora il dibattito si è concentrato sulla scarsità di sviluppatori e data scientist. Oggi la situazione appare più sfumata.

Le imprese non cercano soltanto persone capaci di utilizzare modelli linguistici o sviluppare algoritmi. Cercano figure in grado di comprendere il contesto aziendale, valutare i limiti tecnologici, gestire gli aspetti normativi e trasformare una soluzione AI in uno strumento utilizzabile ogni giorno da clienti, dipendenti e organizzazioni.

La differenza sembra sottile, ma non lo è.

Molti progetti di intelligenza artificiale si fermano infatti nella zona grigia che separa la sperimentazione dall’adozione reale. Funzionano in laboratorio, meno bene quando devono convivere con sistemi legacy, vincoli normativi e processi aziendali consolidati.

AI Academy Direct nasce precisamente in questo spazio.

Secondo Stefano Sedola, Chief Research & Learning di Fusion AI Labs, l’obiettivo è quello di formare professionisti capaci di portare l’intelligenza artificiale oltre la fase sperimentale, sviluppando competenze che integrano tecnologia, business, etica e governance.

Una definizione che fotografa bene l’evoluzione del settore.

Un modello che coinvolge le aziende prima ancora delle lezioni

L’aspetto più interessante del programma non riguarda però il piano didattico: riguarda il processo.

I candidati affrontano una selezione articolata che comprende candidatura online, assessment tecnico e colloquio con il team di Fusion AI Labs. Successivamente, i profili vengono presentati alle aziende partner che partecipano alla fase di matching prima dell’inizio del percorso formativo.

Il meccanismo ricorda più una coprogettazione che una tradizionale academy. L’azienda individua il talento che ritiene interessante e Fusion AI Labs costruisce il percorso di crescita. Il candidato entra nel programma sapendo già quali competenze saranno richieste nel contesto professionale che lo attende.

Ne deriva un accordo tripartito tra partecipante, impresa e centro di ricerca che lega formazione e inserimento professionale in un unico processo.

Una soluzione che prova a ridurre una delle inefficienze più note del mercato del lavoro tecnologico: formare persone con competenze che nessuno utilizzerà oppure cercare competenze che nessuno ha ancora sviluppato.

Come si forma uno specialista AI nel 2026

La durata del programma è di 14 settimane per un totale di 200 ore.

Le lezioni si svolgono da remoto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, mentre i workshop in presenza si tengono a Genova e consentono ai partecipanti di lavorare direttamente con i ricercatori e gli ingegneri di Fusion AI Labs.

Non manca, ovviamente, un assistente AI disponibile ventiquattro ore su ventiquattro sulla piattaforma di apprendimento, ma il vero cuore dell’esperienza rimane il lavoro progettuale.

Ogni partecipante sviluppa progressivamente un proof of concept basato sull’integrazione di modelli linguistici esistenti per affrontare un problema concreto. Il progetto viene costruito durante tutto il percorso e accompagnato dal supporto costante di ricercatori, ingegneri ed esperti del laboratorio.

L’obiettivo non è imparare a utilizzare un singolo strumento ma quello di imparare a ragionare.

Dall’incertezza alle decisioni

Uno degli aspetti più interessanti dell’Academy riguarda i casi studio. Non vengono proposti esercizi con una risposta corretta già definita. I partecipanti lavorano invece su scenari reali derivati da progetti sviluppati per imprese e istituzioni, situazioni nelle quali esistono vincoli, compromessi e variabili che raramente trovano spazio nei corsi tradizionali.

È una scelta metodologica che riflette la realtà del settore.

Chi lavora nell’intelligenza artificiale oggi non deve soltanto costruire sistemi. Deve decidere quali sistemi abbiano senso costruire, quali dati utilizzare, quali rischi valutare e quali risultati siano realmente ottenibili. E, da questo punto di vista, la competenza più richiesta potrebbe non essere la capacità di programmare, ma la capacità di fare le domande giuste.

Una delle promesse di Fusion AI Labs

AI Academy Direct rappresenta anche una tappa del percorso di crescita annunciato da Fusion AI Labs durante il proprio lancio, avvenuto nell’ottobre 2025.

Tra gli obiettivi dichiarati figurano l’espansione del team di ricerca fino a 130 ricercatori entro il 2028 (al momento sono 25), la promozione della cultura dell’intelligenza artificiale attraverso eventi e iniziative divulgative e la formazione di nuovi professionisti specializzati nell’AI applicata.

Candidature aperte fino al 14 luglio

AI Academy Direct si rivolge principalmente a sviluppatori junior, laureandi e neolaureati in informatica, ingegneria, matematica, fisica, economia quantitativa e discipline affini.

Non è richiesta una preparazione avanzata nell’intelligenza artificiale. Servono invece capacità analitiche, attitudine al problem solving e competenze di programmazione di base.

Le candidature resteranno aperte fino al 14 luglio 2026, mentre la prima edizione prenderà il via il 14 settembre.

➸ Tutte le informazioni sono disponibili qui: AI Academy Direct