Oggi migliaia di studenti italiani affrontano il secondo scritto della Maturità. Penne, dizionari, formule e un inevitabile carico di tensione. Una scena che si ripete ogni anno e che, almeno in Italia, dà quasi per scontata una cosa che fino a pochi anni fa non lo era affatto: l’accesso alle informazioni.

La scuola contemporanea vive infatti in una dimensione ibrida. Le lezioni si svolgono in aula, ma una parte crescente dell’apprendimento passa attraverso piattaforme digitali, contenuti online, strumenti collaborativi e servizi che richiedono una connessione stabile alla rete.

Non ovunque, però, la situazione è la stessa.

Mentre gli studenti italiani concludono un ciclo scolastico che ha attraversato anche gli anni della didattica a distanza, circa 500 milioni di bambini e ragazzi nel mondo frequentano scuole che non dispongono ancora di una connessione Internet adeguata.

Il dato racconta una realtà meno visibile rispetto ad altri grandi temi tecnologici, ma non meno importante.

L’intelligenza artificiale corre, le reti satellitari si moltiplicano e i modelli linguistici diventano sempre più sofisticati. Eppure oltre 2,5 milioni di scuole nel mondo restano escluse dall’accesso alla rete.

Una distanza che non è soltanto tecnologica: è educativa, economica e sociale.

La nuova frontiera del digital divide passa dalle scuole

Quando si parla di divario digitale si pensa spesso alle famiglie o alle aree geografiche meno sviluppate. La scuola rappresenta invece uno degli snodi più strategici.

Un istituto scolastico connesso non offre soltanto accesso a contenuti didattici. Diventa un punto di accesso alle informazioni, ai servizi digitali e, in molti casi, alle opportunità di crescita di un’intera comunità.

Per questo motivo Prysmian, gruppo italiano leader mondiale nelle soluzioni per le connessioni energetiche e digitali, ha annunciato una partnership con Giga, iniziativa promossa congiuntamente dall’UNICEF e dall’International Telecommunication Union con un obiettivo preciso: contribuire a connettere ogni scuola del mondo entro il 2030.

Un traguardo ambizioso. Anche perché il calendario corre più velocemente delle infrastrutture.

Il caso del Messico e il modello che prova a cambiare le regole

La collaborazione partirà dal Messico: una scelta che aiuta a comprendere la complessità del problema.

Nel Paese oltre il 75% delle circa 245.000 scuole si trova infatti in piccoli centri e aree remote, spesso prive di adeguata copertura Internet. Portare la connettività in questi territori non significa soltanto installare cavi o antenne. Significa trovare un modello economico sostenibile che permetta agli operatori locali di investire senza trasformare ogni progetto in una lunga trattativa pubblica.

È qui che entra in gioco il sistema dei Connectivity Credits sviluppato da Giga.

L’idea è sorprendentemente semplice. Per ogni scuola collegata alla rete, i fornitori locali di servizi Internet ricevono crediti che possono essere utilizzati per ottenere ulteriore capacità di trasporto dati. Una risorsa che può essere successivamente impiegata per ampliare il proprio business e raggiungere nuovi utenti.

In pratica, collegare una scuola non viene visto come un costo da sostenere ma come un investimento che genera valore. Un concetto che, nel mondo delle infrastrutture digitali, non è affatto scontato.

Perché la connettività scolastica produce effetti che vanno oltre la scuola

Il progetto sostenuto da Prysmian prevede inizialmente la connessione di 75 scuole attraverso un programma pilota della durata di un anno.

Certo, i numeri potrebbero sembrare contenuti, ma in realtà il modello punta sulla scalabilità.

Secondo Giga, il sistema dei Connectivity Credits potrebbe raggiungere un numero di scuole superiore di oltre dieci volte rispetto ai tradizionali modelli di procurement pubblico, generando nel tempo un ecosistema autosufficiente.

L’aspetto interessante è che i benefici non si fermano all’interno delle aule.

Una scuola connessa può diventare un punto di accesso alla rete per insegnanti, famiglie e comunità locali. Può favorire l’accesso a servizi sanitari digitali, strumenti di formazione professionale e opportunità economiche che altrimenti resterebbero lontane.

Internet, in questi casi, non rappresenta soltanto una tecnologia: diventa un’infrastruttura sociale.

Un investimento sul capitale umano del futuro

Maria Cristina Bifulco, Chief Strategy Officer di Prysmian, ha sottolineato come la connettività sia oggi una componente essenziale per creare opportunità e preparare le nuove generazioni a un futuro sempre più digitale. Un’affermazione che trova conferma nelle dinamiche del mercato del lavoro.

Le competenze richieste dalle imprese cambiano rapidamente. L’accesso alla conoscenza diventa sempre più dipendente dagli strumenti digitali. Restare esclusi dalla rete significa accumulare un ritardo che tende ad ampliarsi nel tempo.

Anche per questo UNICEF considera la connessione scolastica una priorità strategica. Secondo Nicola Graziano, Presidente di UNICEF Italia, la mancanza di accesso a Internet non lascia semplicemente indietro bambini e adolescenti, ma limita concretamente le loro possibilità future.

È una definizione che fotografa bene il problema. Il digital divide non riguarda soltanto la tecnologia che manca oggi, riguarda le opportunità che potrebbero mancare domani.

Dal cavo alla crescita economica

Prysmian è conosciuta soprattutto per il suo ruolo nelle grandi reti energetiche e digitali globali.

Con oltre 34.000 dipendenti, 109 stabilimenti produttivi, 30 centri di ricerca e sviluppo e circa 20 miliardi di euro di ricavi, il gruppo opera in settori che spaziano dalle connessioni elettriche sottomarine alle reti per le telecomunicazioni.

La partnership con Giga mostra però un aspetto meno visibile della trasformazione digitale. Dietro ogni applicazione di intelligenza artificiale, ogni piattaforma cloud e ogni servizio online esiste una condizione preliminare spesso data per acquisita: la connessione.

Un dettaglio apparentemente banale.

Eppure basta osservare i numeri delle scuole ancora offline nel mondo per capire che non si tratta affatto di un problema risolto.

Mentre gli studenti italiani completano gli esami di Maturità e si preparano a entrare nell’università o nel mondo del lavoro, milioni di loro coetanei affrontano una sfida molto più elementare: accedere a Internet.

Perché prima di imparare a usare l’intelligenza artificiale, bisogna poter accendere una connessione.