La Francia sta affrontando un cambiamento significativo nel modo in cui protegge consumatori e mercato digitale. Mentre il dibattito sulla sovranità tecnologica si intreccia con quello sull’intelligenza artificiale, emerge un’altra realtà meno visibile ma altrettanto strategica: la lotta contro le frodi online sta diventando sempre più una sfida tecnologica.
Il 13 giugno il governo statunitense aveva ordinato la sospensione dell’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 di Anthropic per tutti i cittadini stranieri, una decisione che ha riacceso in Europa il dibattito sulla dipendenza dalle infrastrutture AI statunitensi e sulla necessità di costruire capacità tecnologiche autonome.
Intervistata da France Inter, Anne Bouverot, copresidente del Consiglio francese per l’Intelligenza Artificiale e il Digitale, ha ricordato che la sovranità digitale “non significa indipendenza totale”, ma piuttosto la capacità di mantenere il controllo sulle tecnologie considerate strategiche e di non dipendere esclusivamente da fornitori esterni.
Parallelamente, la DGCCRF (Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes), l’autorità francese responsabile della concorrenza, della tutela dei consumatori e della repressione delle frodi, ha pubblicato il proprio rapporto annuale, fotografando un’attività di vigilanza in costante crescita.
Con circa 3.000 ispettori, l’agenzia controlla ormai un ecosistema estremamente ampio che comprende piattaforme di e-commerce, marketplace, influencer, rapporti commerciali tra produttori e distributori, pubblicità online e pratiche commerciali scorrette.
Nel 2025 la DGCCRF ha effettuato ispezioni su quasi 58.000 siti web e attività commerciali, imponendo oltre 200 milioni di euro di sanzioni, uno dei livelli più elevati mai registrati dall’autorità francese.
Durante l’intervista a France Inter, la direttrice generale Sarah Lacoche ha affrontato temi particolarmente attuali, tra cui il rischio di truffe legate alle scommesse online in occasione dei Mondiali di calcio, il ruolo crescente delle piattaforme digitali come principale vettore di pratiche fraudolente e l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’evoluzione delle frodi.
Il messaggio è chiaro: l’AI non sta semplicemente aumentando il numero delle truffe, ma ne sta modificando profondamente la natura. Le frodi stanno diventando sempre più automatizzate, scalabili e industrializzate, grazie all’utilizzo di modelli generativi, bot avanzati e strumenti capaci di produrre contenuti credibili su larga scala. Per le autorità di vigilanza europee questo significa che la tradizionale attività ispettiva dovrà essere affiancata da sistemi di monitoraggio basati anch’essi sull’intelligenza artificiale, in una corsa tecnologica che coinvolge ormai regolatori, imprese e piattaforme digitali.