Per Larry Ellison il 2026 sta diventando un anno molto più complicato del previsto. Oracle, protagonista della corsa globale all’intelligenza artificiale grazie ai giganteschi investimenti nei data center, sta affrontando un crescente scetticismo da parte degli investitori, mentre contemporaneamente la famiglia Ellison deve fare i conti con le difficoltà legali che coinvolgono l’ambiziosa acquisizione di Warner Bros. Discovery attraverso Skydance.
Le azioni Oracle hanno registrato una nuova flessione, alimentata dalle preoccupazioni sulla sostenibilità finanziaria della massiccia espansione delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. Costruire data center di nuova generazione richiede investimenti multimiliardari, consumi energetici sempre più elevati e tempi di ritorno economico che il mercato inizia a considerare meno prevedibili rispetto all’entusiasmo mostrato solo pochi mesi fa.
L’intelligenza artificiale ha trasformato il cloud computing in una gigantesca corsa agli armamenti tecnologici. Oracle, Amazon, Microsoft e Google stanno investendo somme senza precedenti per aumentare la capacità di calcolo disponibile. Tuttavia il mercato finanziario inizia a chiedere non soltanto crescita, ma anche redditività. Quando i costi aumentano più rapidamente dei ricavi, gli investitori diventano inevitabilmente più prudenti.
Come se non bastasse, il progetto guidato da David Ellison per acquisire Warner Bros. Discovery attraverso Paramount Skydance ha subito un importante rallentamento. Un giudice americano ha disposto una sospensione temporanea dell’operazione, accogliendo le richieste di alcuni Stati che contestano il via libera già ottenuto a livello federale. La decisione apre una nuova fase di incertezza proprio quando il completamento dell’accordo sembrava ormai vicino.
Le implicazioni economiche sono tutt’altro che marginali. Se la chiusura dell’acquisizione dovesse slittare oltre le scadenze contrattuali, Paramount potrebbe essere costretta a versare penali molto elevate per ogni trimestre di ritardo. Nello scenario peggiore, qualora l’operazione venisse definitivamente bloccata, le clausole previste dagli accordi potrebbero generare un costo complessivo vicino ai 10 miliardi di dollari, considerando anche gli impegni finanziari già sostenuti per precedenti trattative non andate a buon fine.
Il mercato ha immediatamente incorporato queste incertezze nelle valutazioni di borsa. Anche Paramount continua a quotare ben al di sotto dei prezzi ai quali gli investitori avevano accettato di finanziare l’operazione, segnale che cresce il timore di una revisione dell’intero progetto industriale.
La coincidenza tra la pressione esercitata sul business dell’intelligenza artificiale di Oracle e le difficoltà dell’operazione Warner Bros. Discovery racconta quanto sia cambiato il clima a Wall Street. Per anni il mercato ha premiato quasi automaticamente ogni annuncio legato all’AI e alle grandi acquisizioni. Oggi gli investitori chiedono maggiore disciplina finanziaria, tempi certi e ritorni misurabili. Anche per imprenditori del calibro di Larry Ellison, il capitale non è più disposto a concedere fiducia illimitata soltanto sulla base della reputazione.