Dopo una prima fase in cui l’attenzione delle aziende si è concentrata soprattutto sulle capacità dei modelli linguistici, la seconda generazione dei progetti di intelligenza artificiale sta portando in primo piano temi molto più concreti: sicurezza, governance, qualità delle fonti e sostenibilità economica. Per studi legali, direzioni legali, uffici compliance e procurement, il valore di una piattaforma di Legal AI non si misura più soltanto dalla qualità delle risposte che è in grado di generare, ma anche dalla possibilità di adottarla come infrastruttura stabile all’interno dell’organizzazione.
In questo scenario emerge una domanda destinata a diventare sempre più centrale: quanto costerà realmente l’AI tra uno, tre o cinque anni?
Secondo il Gartner Pricing and Packaging Survey 2025, il 63% dei responsabili degli acquisti considera il modello di pricing uno degli elementi più rilevanti nella scelta tra soluzioni tecnologiche con funzionalità comparabili. Parallelamente, numerose organizzazioni che hanno rinviato l’adozione di strumenti di AI generativa indicano nella scarsa trasparenza dei costi uno dei principali fattori di incertezza.
Quando il pricing diventa un problema di governance
Gran parte delle piattaforme di AI generativa oggi disponibili sul mercato basa il proprio modello economico sul consumo di token. Si tratta di un approccio che ha accompagnato la rapida diffusione dei Large Language Model, ma che presenta alcune criticità quando la tecnologia entra nei processi aziendali quotidiani.
Il costo finale di utilizzo dipende infatti da variabili che l’organizzazione non controlla direttamente: il volume delle richieste, l’evoluzione dei prezzi dei provider di modelli linguistici, la complessità delle interrogazioni e, in prospettiva, la crescente domanda di capacità computazionale.
Per un utilizzo occasionale questa variabilità può essere marginale. Diventa invece un elemento strategico quando l’intelligenza artificiale viene adottata per supportare attività legali, analisi contrattuali, processi di compliance normativa o procedure di procurement, ambiti nei quali gli investimenti vengono pianificati su orizzonti pluriennali e devono poter essere inseriti in budget prevedibili.
In altre parole, la questione non riguarda soltanto il costo dell’AI, ma la sua governabilità.
Oltre i token: un modello pensato per il mondo enterprise
È proprio su questo aspetto che alcune piattaforme stanno iniziando a differenziarsi.
Tra queste c’è TextGenius, soluzione italiana di Legal AI progettata per studi legali, imprese e Pubblica Amministrazione, specializzata nelle attività di ricerca, analisi documentale, compliance e procurement e basata su fonti giuridiche italiane certificate.
La piattaforma adotta un’architettura cloud-agnostic che utilizza modelli gestiti all’interno del proprio ecosistema tecnologico. Questo consente di separare il modello economico dal consumo dei token, eliminando una delle principali fonti di imprevedibilità dei costi.
Il risultato è un modello di sottoscrizione annuale basato sul principio dei Volume Tier Commitments: il cliente conosce in anticipo il costo della piattaforma e può pianificare gli investimenti senza essere esposto alle oscillazioni dei prezzi dei provider internazionali di modelli linguistici.
Per organizzazioni che devono integrare l’AI nei processi di business, questa prevedibilità rappresenta un elemento di governance tanto quanto la sicurezza informatica o la conformità normativa.
Indipendenza tecnologica e sovranità del dato
Il tema economico si intreccia inoltre con quello della sovranità tecnologica, sempre più rilevante nel dibattito europeo sull’intelligenza artificiale.
Ridurre la dipendenza da un singolo provider di modelli linguistici significa infatti non soltanto stabilizzare i costi, ma anche mantenere maggiore controllo sull’evoluzione della piattaforma, sulla scelta dei modelli e sull’infrastruttura che ospita dati e documenti aziendali.
Per chi opera nel settore legale o nella compliance, dove vengono trattate informazioni riservate e documentazione sensibile, la possibilità di scegliere tra diversi modelli di deployment rappresenta un requisito che va oltre la semplice flessibilità tecnologica.
Tre modelli di deployment per esigenze differenti
L’architettura di TextGenius è stata sviluppata per adattarsi ai diversi livelli di maturità digitale delle organizzazioni.
La versione SaaS Standard offre un punto di ingresso per professionisti e piccole e medie imprese che vogliono introdurre strumenti di AI legale nei propri flussi di lavoro. La configurazione SaaS Premium è pensata invece per grandi aziende e direzioni legali con esigenze di utilizzo intensivo e funzionalità avanzate. Infine, la versione OnPrem Premium risponde ai requisiti di Pubbliche Amministrazioni, infrastrutture critiche e organizzazioni che devono mantenere il pieno controllo dell’infrastruttura e della localizzazione dei dati.
In tutti i casi, il modello economico rimane indipendente dal numero di token elaborati, consentendo una pianificazione finanziaria stabile anche nel lungo periodo.
La maturità dell’AI passa anche dalla sostenibilità economica
Se nella prima fase dell’intelligenza artificiale la competizione si è giocata soprattutto sulla qualità dei modelli linguistici, la prossima evoluzione del mercato sembra destinata a spostarsi su aspetti più strutturali: affidabilità delle fonti, conformità normativa, sicurezza, sovranità tecnologica e sostenibilità economica.
Per le organizzazioni che considerano l’AI un’infrastruttura destinata a supportare processi critici, la prevedibilità dei costi diventa quindi un elemento di governance, non semplicemente una voce di listino.
Perché, come osserva Raimondo Zizza, Ceo di TextGenius, “nel mercato enterprise il tema non è spendere meno, ma sapere con certezza quanto costerà l’intelligenza artificiale nel tempo. Una piattaforma di Legal AI deve essere valutata non solo per la qualità delle risposte, ma anche per la capacità di garantire stabilità economica, indipendenza tecnologica e continuità operativa”.
Ed è proprio questo, continua Zizza, “il presupposto che ha guidato la progettazione di TextGenius: offrire ad aziende, studi legali e Pubblica Amministrazione una soluzione italiana, costruita su fonti giuridiche certificate, in cui anche il modello economico sia trasparente e governabile.”