Raccontiamo spesso l’intelligenza artificiale parlando di modelli, investimenti miliardari o competizione tecnologica. Più raramente analizziamo il tema come punto d’incontro tra ricerca applicata, sanità e impegno sociale. È proprio questa la direzione scelta da Fusion AI Labs, che a Genova ha trasformato una serata dedicata all’Istituto Giannina Gaslini nell’occasione per mostrare come l’AI possa produrre valore ben oltre l’automazione dei processi.

L’evento “La cura inizia da una scelta“, organizzato insieme ad Alkemy Group e Gaslininsieme ETS, non rappresenta infatti un’iniziativa isolata, ma si inserisce nel percorso avviato lo scorso aprile con la firma di un protocollo d’intesa triennale tra Fusion AI Labs e l’ospedale pediatrico genovese. L’obiettivo della collaborazione è applicare l’intelligenza artificiale ai processi organizzativi e clinici del Gaslini per liberare tempo da dedicare ai pazienti e alle loro famiglie.

Restituire tempo alla cura

Nel dibattito sull’AI in sanità si tende spesso a concentrarsi sulla capacità degli algoritmi di supportare la diagnosi. Il progetto avviato con il Gaslini sceglie invece un approccio più ampio.

L’intelligenza artificiale viene utilizzata per intervenire anche sulle attività amministrative che oggi assorbono una parte significativa del tempo del personale sanitario. La trascrizione automatica dei referti rappresenta uno degli esempi concreti citati dai promotori dell’iniziativa, mentre il supporto alle diagnosi delle malattie rare costituisce uno degli ambiti nei quali l’AI potrebbe contribuire ad accelerare i percorsi clinici. Per un ospedale pediatrico come il Gaslini, dove circa l’80% dei pazienti è affetto da patologie rare, la riduzione dei tempi diagnostici può tradursi in un beneficio diretto per bambini e famiglie.

La collaborazione punta inoltre a fare del Gaslini uno dei primi IRCCS pediatrici italiani a dotarsi di un team dedicato esclusivamente all’adozione dell’intelligenza artificiale in ambito clinico e organizzativo.

Fusion AI Labs punta su un’AI costruita intorno alle persone

L’iniziativa racconta anche il posizionamento che Fusion AI Labs sta costruendo nel panorama italiano dell’intelligenza artificiale.

Nata dalla joint venture tra Expert.ai e AI Fusion Holding, la società genovese si propone come laboratorio di ricerca applicata capace di mettere in relazione università, imprese e istituzioni per sviluppare soluzioni di AI responsabile e sostenibile. Più che limitarsi allo sviluppo tecnologico, Fusion AI Labs sembra voler assumere il ruolo di catalizzatore di ecosistemi nei quali innovazione, ricerca e impatto sociale procedono insieme.

La collaborazione con il Gaslini rappresenta uno degli esempi più concreti di questa strategia: utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare l’organizzazione del lavoro sanitario senza sostituire il rapporto tra medico e paziente, ma rafforzandolo attraverso una diversa distribuzione del tempo.

Creatività aumentata dall’intelligenza artificiale

La serata ha proposto anche una riflessione sul rapporto tra AI e creatività, altro terreno sul quale il dibattito pubblico continua a oscillare tra entusiasmo e preoccupazione.

In anteprima è stato presentato Il Pescatore e la ricciola”, un cortometraggio realizzato attraverso strumenti di intelligenza artificiale dalla collaborazione tra Fusion AI Labs e Alkemy+, la divisione creativa di Alkemy Group. Ambientato in un borgo della costa ligure, il film racconta la storia di Ettore, un anziano pescatore impegnato in un percorso di riconciliazione con la propria comunità. Ogni elemento visivo e sonoro è stato sviluppato utilizzando tecnologie di AI generativa, mentre durante la proiezione un quartetto d’archi ha eseguito dal vivo la colonna sonora composta dall’intelligenza artificiale, creando un dialogo tra performance umana e strumenti digitali.

Il messaggio è chiaro: la tecnologia non sostituisce necessariamente la creatività, ma può amplificarla quando viene guidata da una visione autoriale.

Dall’innovazione tecnologica all’innovazione sociale

L’elemento forse più interessante dell’iniziativa è però il tentativo di unire dimensioni che raramente vengono raccontate insieme.

Ricerca applicata, sanità, creatività e raccolta fondi convergono in un’unica esperienza nella quale l’intelligenza artificiale diventa un abilitatore di valore sociale e non soltanto uno strumento di efficientamento.

Secondo Andrea Pescino, Ceo di Fusion AI Labs, la sfida consiste proprio nel costruire una collaborazione tra essere umano e intelligenza artificiale capace di amplificare sensibilità, visione e capacità di generare valore. Una visione che trova un’applicazione concreta nel progetto sviluppato insieme al Gaslini, dove l’obiettivo dichiarato non è introdurre tecnologia per sostituire il lavoro umano, ma restituire tempo alla cura.

È una prospettiva che riflette anche la posizione espressa dal Direttore Generale dell’Istituto Giannina Gaslini, Renato Botti, secondo cui l’innovazione acquista significato solo quando rimane al servizio delle persone e della relazione tra medico, bambino e famiglia.

L’AI come infrastruttura della sanità del futuro

La collaborazione tra Fusion AI Labs e il Gaslini suggerisce una direzione che potrebbe diventare sempre più rilevante nei prossimi anni.

L’intelligenza artificiale in sanità non sarà valutata esclusivamente per le prestazioni dei modelli o per la capacità di automatizzare singole attività, ma anche per il contributo concreto che riuscirà a offrire alla qualità dell’assistenza, all’organizzazione degli ospedali e all’esperienza di pazienti e operatori sanitari.

In questo scenario, il valore dell’innovazione non risiede soltanto negli algoritmi, ma nella capacità di costruire ecosistemi nei quali tecnologia, competenze e responsabilità sociale convergono verso un obiettivo comune: restituire tempo alle persone, perché possa essere dedicato a ciò che nessuna intelligenza artificiale potrà sostituire, la cura delle relazioni umane.