Un Pixel senza più una fabbrica cinese alle spalle. Potrebbe diventare realtà già dal prossimo anno. Google avrebbe comunicato ai propri fornitori l’intenzione di spostare fuori dalla Cina tutta la produzione di smartphone Pixel, Pixel Watch e auricolari wireless a partire dal 2027, secondo quanto riportato da Nikkei Asia. La destinazione principale sarà soprattutto il Vietnam, affiancato dall’India.
Più che un trasloco industriale improvviso, sarebbe il punto d’arrivo di una strategia cominciata diversi anni fa.
Google produce già una parte consistente dei Pixel in Vietnam e ha avviato la produzione in India nel 2024. Nel 2026 ha compiuto un passaggio ancora più importante, trasferendo in Vietnam anche le attività di New Product Introduction (NPI) per Pixel, Pixel Pro e Pixel Fold: la delicata fase nella quale un nuovo smartphone viene trasformato da progetto in prodotto effettivamente fabbricabile su larga scala.
Ed è proprio questo il dettaglio che rende significativo il nuovo passo.
Spostare l’assemblaggio finale è relativamente semplice. Spostare ingegneri, fornitori, attrezzature, test e competenze necessarie a industrializzare un nuovo prodotto significa invece iniziare a ricostruire altrove un ecosistema produttivo.
Vietnam e India potrebbero quindi ricevere progressivamente non soltanto più linee di assemblaggio, ma una quota maggiore della componentistica e delle competenze che circondano l’hardware Google.
La scelta ha naturalmente anche una lettura geopolitica. Con le tensioni commerciali e tecnologiche tra Washington e Pechino ancora elevate, concentrare la produzione elettronica in Cina rappresenta un rischio che molte multinazionali stanno cercando di ridurre.
Google, da questo punto di vista, ha un vantaggio rispetto ad Apple: non vende ufficialmente i Pixel nella Cina continentale e non deve quindi bilanciare nella stessa misura l’esigenza di ridurre la dipendenza produttiva dal Paese con quella di proteggere uno dei propri mercati commerciali.
Samsung aveva già seguito una strada simile, spostando sostanzialmente fuori dalla Cina la produzione dei propri smartphone. Google potrebbe essere la prossima.
Non significa necessariamente che la Cina smetterà di avere un ruolo nella supply chain dei Pixel. Una parte importante della componentistica elettronica mondiale continua a dipendere dall’ecosistema manifatturiero cinese e separare completamente una filiera tecnologica richiede molto più che trasferire qualche linea produttiva.
Ma la direzione ormai è chiara.
Dopo anni nei quali la globalizzazione tecnologica cercava soprattutto il luogo più efficiente nel quale produrre, la nuova supply chain cerca qualcosa di diverso: ridondanza, diversificazione e sicurezza geopolitica.
E per Google, dal 2027, quella sicurezza potrebbe significare una cosa molto concreta: costruire un Pixel senza doverlo costruire in Cina.