5.200 miliardi di dollari contro 4.100. Basterebbero questi due numeri per raccontare quanto l’intelligenza artificiale abbia cambiato la scala con cui il mercato sta valutando le aziende tecnologiche.
Un’elaborazione dell’investitore Steve Rattner, basata sui dati storici sulle IPO del professor Jay Ritter e sulle più recenti valutazioni riportate dal Financial Times, mette dalla stessa parte SpaceX, Anthropic e OpenAI: circa 5,2 trilioni di dollari.
Dall’altra colloca tutte le 3.365 società tecnologiche americane quotate tra il 1980 e il 2025: 4,1 trilioni complessivi di valore al primo giorno di negoziazione.

Il confronto è spettacolare, ma richiede un’avvertenza. Non stiamo sommando tre capitalizzazioni di Borsa direttamente confrontabili: SpaceX viene considerata intorno ai 2 trilioni, Anthropic sulla base della valutazione che gli investitori si aspettano in vista dell’IPO e OpenAI sulla possibile valutazione superiore a 1,2 trilioni emersa nelle discussioni per un nuovo round privato. Reuters ha confermato la scorsa settimana che OpenAI sta discutendo un finanziamento proprio intorno a quella cifra.
Eppure è proprio questa imperfezione a rendere il grafico interessante.
Non ci dice quanto valgano oggi tre società sul mercato pubblico. Ci dice una cosa forse ancora più importante ovvero quanto valore il mercato finanziario è disposto ad anticipare prima ancora che una parte di quel valore venga sottoposta stabilmente al giudizio della Borsa.
Ed è forse questo il vero cambio di paradigma dell’AI. La generazione precedente della tecnologia costruiva aziende che diventavano gigantesche dopo essere arrivate sui mercati pubblici. Microsoft, Amazon, Google e Meta hanno utilizzato la Borsa anche come luogo nel quale una parte enorme del loro valore è stata progressivamente costruita.
L’AI sta facendo qualcosa di diverso: sta producendo società da mille o duemila miliardi prima, o quasi prima, dell’IPO.
Il risultato è una concentrazione impressionante delle aspettative. Quarantacinque anni di IPO tecnologiche americane raccontano migliaia di aziende, cicli industriali, personal computer, Internet, software, smartphone, cloud e social network. Oggi una parte del mercato sta implicitamente scommettendo che tre società possano rappresentare un valore ancora maggiore.
Non significa necessariamente che quelle valutazioni siano sbagliate ma che una quantità straordinaria di futuro è già entrata nel prezzo.
E forse è proprio questo il dato più interessante da osservare quando Anthropic e, successivamente, OpenAI arriveranno davvero davanti agli investitori pubblici: non quanto capitale riusciranno a raccogliere, ma quanto di quel futuro Wall Street sarà ancora disposta a pagare in anticipo.