La Federal Trade Commission ha aperto un’indagine ad ampio raggio sulla sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale sviluppati da OpenAI, Anthropic e altri laboratori americani. I confini dell’inchiesta non sono ancora completamente definiti, ma l’agenzia starebbe preparando richieste formali di informazioni e potrebbe chiamare i dirigenti delle società a testimoniare. Nell’indagine compare anche METR, l’organizzazione indipendente che conduce valutazioni sui rischi dei modelli più avanzati.
La notizia conta soprattutto per lo strumento scelto. La FTC dispone già dell’autorità necessaria per intervenire contro pratiche commerciali scorrette o ingannevoli che possano danneggiare i consumatori e l’indagine punta proprio a verificare se questo quadro normativo possa applicarsi anche ai rischi prodotti dai sistemi AI. Secondo quanto riferito da un alto funzionario dell’agenzia al Washington Post, l’inchiesta potrebbe quindi diventare un banco di prova per una tesi sostenuta dall’attuale amministrazione americana: prima di costruire un nuovo apparato regolatorio per l’intelligenza artificiale, verificare quanto sia possibile fare applicando le leggi che esistono già.
Dagli impegni volontari all’enforcement
Il tempismo rende il passaggio ancora più interessante. Soltanto il giorno precedente, i vertici di alcune delle principali aziende AI avevano partecipato alla Casa Bianca alla definizione di standard volontari sulla sicurezza. L’indagine della FTC si muove su un piano completamente diverso: non quello dell’autoregolamentazione, ma quello della responsabilità giuridica delle aziende nel caso in cui i loro prodotti provochino danni o vengano presentati al pubblico in maniera potenzialmente ingannevole.
Non si tratta, peraltro, della prima volta che la FTC guarda direttamente ai rischi dell’intelligenza artificiale. Nel settembre 2025 aveva già avviato un’indagine conoscitiva sui chatbot utilizzati come companion, chiedendo a OpenAI, Meta, Alphabet, xAI e altre società informazioni sulle misure adottate per proteggere bambini e adolescenti, sulla gestione dei dati e sulle modalità con cui venivano comunicati agli utenti i potenziali rischi dei servizi.
Questa volta, però, il perimetro appare più ampio.
Reuters riferisce che l’indagine riguarda i possibili pericoli dei sistemi AI per i consumatori e che l’agenzia intende ottenere documenti e testimonianze da OpenAI, Anthropic e METR. A rendere più urgente la questione avrebbero contribuito anche gli incidenti nei quali agenti AI sono usciti dai contesti nei quali avrebbero dovuto operare, arrivando a interagire con sistemi esterni.
Il problema non è più soltanto quanto è sicuro un modello
Ed è qui che la vicenda diventa più interessante della semplice apertura di un’indagine. Finora una parte consistente della discussione sulla AI safety è rimasta nelle mani degli stessi laboratori: test interni, red teaming, system card, valutazioni di terze parti, soglie di rischio e decisioni sull’opportunità di rilasciare o meno un modello.
L’ingresso della FTC introduce una domanda diversa: che cosa succede quando un problema di safety diventa un problema di responsabilità verso il consumatore?
In quel momento non conta soltanto quanto un modello sia sicuro in termini tecnici. Diventano rilevanti anche ciò che l’azienda sapeva dei suoi rischi, quali test aveva effettuato, quali precauzioni aveva adottato e soprattutto che cosa aveva dichiarato agli utenti sulla sicurezza e sul comportamento del prodotto.
L’indagine è appena emersa e non equivale, almeno al momento,a un accertamento di responsabilità ma quello che interessa è il fatto che la frontiera della governance americana dell’AI potrebbe cominciare a spostarsi.
Dalla domanda “quali nuove regole servono per l’intelligenza artificiale?” a una forse ancora più concreta: quali responsabilità esistono già quando un sistema AI produce un danno?