Il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui la pubblicità ha fatto ufficialmente il suo ingresso nell’era conversazionale. OpenAI ha avviato negli Stati Uniti i primi test di ChatGPT Ads, introducendo annunci contestuali all’interno della piattaforma utilizzata ogni settimana da circa 900 milioni di utenti. Per brand e marketer si apre una nuova frontiera del digital advertising che potrebbe ridisegnare il mercato globale del search advertising.
Autore: Ginevra Ricceri
Tutti noi che lavoriamo nel media da qualche tempo abbiamo la sensazione che le parole che usiamo ogni giorno non bastino più a spiegare quello che sta succedendo. Pianificazione, canali, funnel, copertura, frequenza. Certo, funzionano ancora. Ma non raccontano più tutto. E, forse, non raccontano nemmeno la parte più importante. Le previsioni WARC “The future of media” per il 2026 sono lì a ricordarcelo in modo piuttosto esplicito: la spesa pubblicitaria globale crescerà di oltre il 9% e arriverà intorno ai 1,3 mila miliardi di dollari. Una cifra enorme, che non dice solo che il mercato cresce, ma soprattutto che sta cambiando pelle.
L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia di nicchia: è diventata una piattaforma di massa. Secondo le ultime rilevazioni Comscore, le applicazioni di AI in Italia hanno superato 16 milioni di utenti unici mensili, pari a circa il 35% della popolazione digitale nazionale. Per chi lavora nel mondo dei media e della comunicazione, questo non è solo un dato di adozione tecnologica, ma un segnale forte di trasformazione delle audience.