Google ha appena deciso che Gemini non deve più limitarsi a suggerire cosa comprare, ma deve accompagnare l’utente fino all’ultimo gesto, quello più antico e meno filosofico di tutti: pagare. Con Google Pay. E presto anche con PayPal. Il resto è narrativa.
La mossa è apparentemente semplice. Acquisti diretti dentro Gemini e dentro AI Mode, integrazione dei programmi fedeltà, sconti personalizzati, cross selling prima del checkout. Ma sotto questa superficie liscia da comunicato stampa si nasconde una trasformazione radicale. Google sta riscrivendo il flusso del commercio digitale, spostando il punto di decisione dal sito del retailer all’interfaccia conversazionale. Non più ricerca, confronto, click, scheda prodotto, carrello, pagamento. Una sola conversazione. Una sola intenzione. Una sola infrastruttura.



