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Nuove prospettive su come la tecnologia ai sta plasmando il futuro del business e della finanza

Cohere si mangia Aleph Alpha: nasce il colosso transatlantico dell’AI da 20 miliardi che promette sovranità con passaporto canadese

La canadese Cohere ha appena chiuso l’acquisizione della tedesca Aleph Alpha, trasformando due protagonisti dell’intelligenza artificiale in un unico gruppo valutato attorno ai 20 miliardi di dollari. L’annuncio è arrivato giusto ieri, venerdì 24 aprile, da Berlino, con tanto di conferenza stampa presieduta dal ministro tedesco per il digitale Karsten Wildberger e dal suo omologo canadese Evan Solomon. Sebbene i manager parlino di “fusione”, i numeri raccontano una storia più diretta: Cohere, la parte più grande, incassa circa il 90% del nuovo soggetto, mentre gli azionisti di Aleph Alpha si accontentano del 10%. Un dettaglio che rende l’operazione una vera e propria scalata travestita da matrimonio d’amore tra continenti.

Intel rialza la testa grazie all’AI: trimestrale sopra le attese e una rivincita che passa dalle CPU

Quando Intel sorprende Wall Street, il mercato reagisce senza mezze misure. Un balzo superiore al 20% nelle contrattazioni iniziali non è solo entusiasmo momentaneo, ma il segnale che qualcosa sta cambiando in una storia che negli ultimi anni sembrava scritta più dalla concorrenza che dall’azienda stessa. I numeri, per una volta, parlano chiaro e senza bisogno di interpretazioni creative: nel primo trimestre, Intel ha registrato ricavi per 13,6 miliardi di dollari e un utile per azione di 0,29 dollari, superando nettamente le aspettative degli analisti che si fermavano rispettivamente a 12,36 miliardi e a un quasi simbolico 0,01 dollari. Anche la guidance per il secondo trimestre si è rivelata più ottimista del previsto, con una forchetta tra 13,8 e 14,8 miliardi di dollari, ben oltre le stime di mercato.

Almaviva cresce, investe e punta sull’AI: numeri solidi e ambizioni globali per la tech italiana

I numeri raccontano una crescita robusta, ma è la direzione strategica a rendere davvero interessante la storia di Almaviva. Il 2025 si chiude con ricavi a 1,8 miliardi di euro, in aumento del 24,5% su base proforma, un Ebitda adjusted di 345 milioni e una marginalità che sfiora il 20%. Valori che nel mondo dei servizi IT non passano inosservati, soprattutto in un contesto dove crescere è importante, ma farlo mantenendo redditività lo è decisamente di più.

STM accelera sui ricavi e scommette sull’AI: crescita solida, utili sotto pressione e un futuro nei data center

I numeri di STMicroelectronics raccontano una storia che merita di essere letta con calma, magari evitando conclusioni affrettate. Da un lato una crescita dei ricavi che farebbe sorridere qualsiasi CFO, dall’altro un utile netto che si prende una pausa piuttosto evidente. In mezzo, come sempre più spesso accade, c’è l’intelligenza artificiale che si prepara a fare da collante tra presente e futuro.

Venture capital in Italia a 1,5 miliardi

Il venture capital italiano ha smesso di parlare sottovoce. I numeri del 2025 raccontano una storia che fino a qualche anno fa sembrava più aspirazionale che reale: 1,5 miliardi di euro investiti, uno dei risultati migliori di sempre. E mentre qualcuno potrebbe archiviarlo come un exploit isolato, il primo trimestre del 2026 aggiunge un dettaglio interessante, 249 milioni di dollari raccolti in soli tre mesi. Non proprio un fuoco di paglia.

John Ternus prende il timone di Apple: l’ingegnere che parla all’AI e raccoglie l’eredità di Tim Cook

Il passaggio di consegne ai vertici di Apple segna uno di quei momenti che, pur avvenendo con la consueta eleganza di Cupertino, hanno il sapore delle svolte storiche. Dopo 15 anni alla guida, Tim Cook lascia il ruolo di Ceo e affida il futuro dell’azienda a John Ternus, figura meno mediatica ma profondamente radicata nella cultura tecnica della Mela.

Revolut in Borsa solo nel 2028: il Ceo Nik Storonsky spegne i fuochi d’artificio e sceglie la strada della fiducia

Revolut sta per scrivere un nuovo capitolo della sua storia, ma chi sognava un debutto in Borsa imminente dovrà pazientare ancora un po’. L’amministratore delegato Nik Storonsky ha appena chiarito che la quotazione arriverà, però non prima del 2028. Parlando con David Rubenstein nel suo show su Bloomberg, il fondatore della fintech britannica ha usato parole che suonano quasi come una doccia fredda per gli investitori più impazienti: “tra due anni”.

Quando l’AI fa sul serio: Finom e Porters trasformano il back-office bancario e non è solo marketing

Automatizzare il back-office nel fintech non è mai stato esattamente il sogno proibito degli ingegneri, ma piuttosto un incubo fatto di normative, documenti legali e processi manuali difficili da scalare. Ed è proprio qui che entra in scena la collaborazione tra Finom e Porters, con una promessa che suona ambiziosa ma questa volta accompagnata da numeri concreti: oltre 7.000 documenti elaborati in poche settimane grazie a sistemi di intelligenza artificiale agentica.

Samsung riscrive le regole dell’AI: perché potrebbe diventare l’azienda più profittevole al mondo entro il 2027

Altro che smartphone e televisori: la vera miniera d’oro di Samsung Electronics oggi è invisibile, minuscola e assolutamente indispensabile. Si chiama memoria. E nel pieno della corsa globale all’intelligenza artificiale, vale più del petrolio o, almeno, rende di più. Dopo un biennio complicato, tra il 2023 e il 2024, il colosso sudcoreano ha cambiato marcia con una velocità che farebbe impallidire anche le sue linee produttive. I numeri preliminari del primo trimestre 2026 raccontano una storia che ha poco di lineare e molto di esplosivo: 57.200 miliardi di won di profitto operativo, circa 33 miliardi di euro, che vuol dire otto volte di più rispetto all’anno precedente e tre volte rispetto al trimestre record di fine 2025.

Una crescita così non si improvvisa. Si cavalca.

Il litio torna a brillare: Ganfeng cavalca EV e AI mentre il mondo ricarica il futuro

Nel grande racconto della transizione energetica, il litio sta vivendo una seconda giovinezza. E se qualcuno pensava che il boom fosse già alle spalle, i numeri di Ganfeng Lithium raccontano una storia decisamente diversa. Il colosso cinese ha registrato un’impennata degli utili nel primo trimestre, passando da una perdita netta a profitti stimati tra 1,6 e 2,1 miliardi di yuan. Un cambio di rotta che, più che una sorpresa, assomiglia a una conseguenza inevitabile di ciò che sta accadendo a livello globale.

L’AI batte la geopolitica: perché i mercati tech continuano a correre anche con l’Iran sullo sfondo

Wall Street ha una capacità quasi disarmante di scegliere le proprie priorità. In un momento in cui le tensioni in Medio Oriente continuano a generare incertezza, i mercati sembrano aver preso una decisione piuttosto netta: l’intelligenza artificiale conta di più. Non in senso assoluto, certo, ma abbastanza da sostenere un rally tecnologico che pochi avrebbero previsto con questo livello di convinzione.

ASML accelera, tra chip, AI e geopolitica

Il termometro dell’industria globale dei semiconduttori segna febbre alta, e a leggere i numeri di ASML viene da pensare che qualcuno stia già correndo la maratona mentre altri stanno ancora allacciando le scarpe. Il colosso olandese ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato per il 2026, puntando ora a una forchetta tra i 36 e i 40 miliardi di euro. Un aggiornamento che arriva in un momento apparentemente contraddittorio, con la quota cinese nelle vendite in netto calo e nuove nubi regolatorie all’orizzonte.

TSMC e la febbre dell’AI: quando i chip smettono di essere accessori e diventano infrastruttura

Se l’industria dei semiconduttori fosse una serie TV, il protagonista di questa stagione sarebbe senza dubbio TSMC. Il colosso taiwanese delle fonderie ha messo sul tavolo un obiettivo che non lascia spazio a interpretazioni: crescita del fatturato oltre il 30% nel 2026 e aumento degli investimenti in conto capitale. La questione, quasi brutale nella sua chiarezza, è che la domanda di chip per l’intelligenza artificiale è così forte che non costruire abbastanza capacità produttiva sarebbe l’unico vero errore strategico.

FMI rivede al ribasso le previsioni: la guerra in Medio Oriente frena il mondo, con l’Italia inchiodata allo 0,5% e il debito che non molla

Il Fondo Monetario Internazionale ha spento gli ultimi fuochi di ottimismo residuo. Nel World Economic Outlook di aprile 2026, appena presentato a Washington, l’economia globale viene ridimensionata al 3,1% di crescita per quest’anno, due decimi in meno rispetto alle stime di gennaio, mentre il 2027 si ferma al 3,2%. Un rallentamento modesto sulla carta, ma che nasconde un rischio ben più serio: se il conflitto in Medio Oriente, scoppiato alla fine di febbraio, dovesse prolungarsi o intensificarsi, si potrebbe arrivare alla “più grande crisi energetica dei tempi moderni”, con il Pil mondiale che crolla al 2% e l’inflazione che schizza al 6%. In pratica, una postura recessiva globale.

Outlook: tra Hormuz e algoritmi, la settimana dei mercati sdoppiati

Mentre mezzo mondo torna a fissare lo Stretto di Hormuz come se il calendario fosse rimasto fermo al 1973, i mercati fanno quello che sanno fare meglio: preoccuparsi di tutto, contemporaneamente. Perché sì, oltre alle tensioni geopolitiche, esistono ancora l’inflazione, le banche centrali che devono decidere cosa fare “da grandi” e, dettaglio non trascurabile, una valanga di trimestrali in arrivo dagli Stati Uniti.

Anthropic supera OpenAI? La nuova guerra dell’AI si gioca sui ricavi

Fino ad oggi la narrativa è stata semplice: chi controlla OpenAI guida la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Poi arriva un momento in cui i numeri iniziano a raccontare una storia leggermente diversa e, per certi versi, molto più interessante. Secondo le ultime stime, Anthropic si prepara a superare il suo storico rivale in termini di ricavi annualizzati.

Digitouch tra AI e fintech: ricavi in aumento e strategia integrata

Digitouch, società quotata su Euronext Growth Milan, ha approvato il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 in un anno segnato da tensioni geopolitiche e una forte concentrazione degli investimenti pubblicitari sulle grandi piattaforme digitali globali. I numeri restituiscono l’immagine di un gruppo che riesce a crescere, seppur con passo contenuto, confermando la tenuta complessiva del proprio modello di business.

Mentre Musk sogna Wall Street, Amazon punta al cielo: trattative da 9 miliardi per Globalstar contro Starlink

Nel momento esatto in cui Elon Musk deposita i documenti per portare SpaceX in borsa con un’operazione da record, Jeff Bezos decide di alzare la posta nel cielo. Secondo il Financial Times, Amazon sarebbe in trattative avanzate per acquisire Globalstar, società di satelliti in orbita bassa, in un deal che potrebbe valere intorno ai 9 miliardi di dollari. L’obiettivo è chiaro: accelerare la costruzione della propria costellazione satellitare e tentare di recuperare il terreno perso nei confronti di Starlink, il servizio di Elon Musk che domina attualmente il mercato delle comunicazioni dallo spazio.

SpaceX verso Wall Street: Musk deposita i documenti e punta a un’IPO da record

Il momento non poteva essere dei migliori: mentre un razzo si prepara a riportare gli astronauti verso la Luna con la missione Artemis II, Elon Musk deposita segretamente i documenti presso la Sec e lanciare la sua SpaceX verso la quotazione in borsa. Il patron di Tesla e xAI non perde tempo: brucia sul tempo OpenAI e Anthropic, le due startup dell’intelligenza artificiale che puntavano al 2026 per il loro debutto pubblico, e si candida a firmare quella che potrebbe diventare l’IPO più grande della storia.

OpenAI chiude il più grande round di finanziamento privato della storia tecnologica e raccoglie 122 miliardi di dollari 

OpenAI ha appena chiuso il round di finanziamento privato più grande nella storia della tecnologia moderna: 122 miliardi di dollari raccolti da investitori di tutto il mondo, che proiettano la valutazione della società sviluppatrice di ChatGPT a 852 miliardi di dollari. Una cifra che farebbe impallidire il Pil di molti stati e che, diciamolo, comincia a rendere difficile anche solo trovare un paragone sensato.

Datrix cambia pelle: margini in forte crescita e strategia AI al centro della svolta

I risultati 2025 di Datrix segnano un punto di svolta che va oltre la semplice lettura dei numeri, evidenziando una trasformazione strategica profonda nel modo di fare business nell’intelligenza artificiale applicata. La società, quotata all’Euronext Growth Milan, ha infatti intrapreso un percorso di trasformazione profonda, scegliendo consapevolmente di ridurre i ricavi nel breve periodo per costruire un modello più solido, scalabile e orientato al valore.

Engineering cresce e accelera sull’AI: numeri solidi e strategia “sovrana” per guidare la trasformazione digitale

Numeri in crescita, margini in miglioramento e una direzione strategica sempre più chiara: il 2025 di Engineering Ingegneria Informatica segna un passaggio importante nella trasformazione del gruppo da system integrator tradizionale a protagonista dell’economia dell’intelligenza artificiale. Il bilancio consolidato approvato dal CdA racconta una storia di crescita organica e disciplinata, ma soprattutto evidenzia un elemento chiave: l’AI non è più un’area di sviluppo, è diventata il motore industriale della creazione di valore.

TIM e CDP Venture Capital, l’alleanza sull’AI che prova a dare un senso industriale all’innovazione italiana

Una startup da sola non fa sistema, così come un grande gruppo senza innovazione rischia di diventare irrilevante. L’accordo tra TIM e CDP Venture Capital nasce esattamente in questo spazio intermedio, dove capitale, infrastrutture e tecnologia devono smettere di convivere in parallelo e iniziare a lavorare insieme.

Il memorandum of understanding firmato tra le due realtà punta a individuare startup e PMI innovative ad alto potenziale, con un focus esplicito su tecnologie critiche per la sovranità digitale. Una formula già vista, almeno sulla carta. La differenza, questa volta, sta nell’ambizione industriale dichiarata.

Dai robot che ballano alla Borsa: Unitree Robotics e la corsa cinese all’AI incarnata

Nel grande teatro dell’intelligenza artificiale globale, dove Silicon Valley e Cina si osservano con crescente diffidenza, Unitree Robotics ha scelto una strategia semplice quanto efficace: far muovere l’AI nel mondo reale. Letteralmente.

Fibercop accelera sulla fibra: conti solidi e scommessa infrastrutturale nell’Italia dell’AI

Il primo vero anno da operatore indipendente segna per Fibercop un passaggio decisivo, tanto sul piano finanziario quanto su quello industriale. I numeri del 2025 restituiscono l’immagine di una società che ha trovato equilibrio operativo e credibilità sul mercato, mentre prepara un’accelerazione che va ben oltre la semplice espansione della rete.

SpaceX verso la Borsa: Musk prepara il decollo della IPO da 75 miliardi

Quando Elon Musk decide di accelerare, raramente lo fa in modo discreto. Il possibile avvio della procedura di quotazione di SpaceX, anticipato da The Information, conferma una regola ormai nota ai mercati: le mosse dell’imprenditore sudafricano tendono a ridefinire non solo i settori in cui opera, ma anche le aspettative degli investitori.

Secondo le indiscrezioni, la società spaziale starebbe valutando il deposito del prospetto informativo già nei prossimi giorni, con l’obiettivo di raccogliere oltre 75 miliardi di dollari. Una cifra che, se confermata, proietterebbe l’operazione tra le più rilevanti IPO della storia recente, trasformando un’azienda finora accessibile solo a investitori privati in un asset quotato capace di attirare capitali globali.

Alibaba scommette sull’AI: 100 miliardi di ricavi nel cloud per riscrivere il futuro del gruppo

Nel percorso di trasformazione delle Big Tech cinesi, Alibaba Group sta cercando di riscrivere la propria identità, spostando il baricentro dall’e-commerce all’intelligenza artificiale. Una transizione che non è solo strategica, ma quasi necessaria, alla luce di un contesto economico meno favorevole e di una competizione globale sempre più intensa. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere 100 miliardi di dollari di ricavi annui dal business combinato di cloud e AI entro cinque anni.

Iliad: ricavi 2025 in Italia a +9% e perdita dimezzata. Ma il mercato TLC resta blindato a quattro e frena i margini di tutti

Iliad archivia il 2025 come l’anno della definitiva consacrazione europea. Il gruppo francese ha chiuso i conti con ricavi a 10,34 miliardi di euro, in crescita del 3,2 per cento, un EBITDAaL salito a 4,042 miliardi (+5 per cento) e un flusso di cassa operativo a 2,25 miliardi, ben sopra il target di 2 miliardi e in rialzo del 23,2 per cento. Il risultato netto è raddoppiato a 752 milioni, con un balzo del 104,7 per cento. A trainare è stata ancora una volta la capacità di acquisire clienti: 1,5 milioni di nuovi abbonati netti in tutta Europa, quarto anno consecutivo di leadership nella crescita del settore.

In Italia, dove Iliad è sbarcata nel 2018 come quarto operatore, i numeri raccontano una storia di progressi concreti anche se non ancora di profittabilità piena.

Exprivia accelera con Present: ricavi a 354 milioni e utile in crescita, l’AI al centro della strategia

Il gruppo Exprivia chiude il 2025 con risultati finanziari in forte espansione e una traiettoria industriale che consolida il posizionamento tra i protagonisti italiani dell’Information and Communication Technology. L’integrazione di Present emerge come fattore determinante per la crescita, mentre l’attenzione strategica verso l’Intelligenza Artificiale apre nuove prospettive di sviluppo nel medio periodo.

EU Inc: startup in 48 ore e regole europee uniche. La rivoluzione della Commissione per liberare l’innovazione, ma il vero gap con gli USA è il capitale di rischio

La Commissione Europea ha appena acceso i riflettori su un’iniziativa che potrebbe cambiare per sempre il volto dell’ecosistema tech continentale. Si chiama EU Inc., il nuovo 28esimo regime societario presentato in questi giorni da Ursula von der Leyen, e rappresenta la risposta concreta a decenni di frammentazione legislativa che ha frenato la nascita e la crescita delle startup innovative in Europa.

Poste Italiane blinda TIM con l’OPA: lo scudo da 10,8 miliardi per salvare la sovranità digitale italiana

L’annuncio è arrivato come un colpo di scena nel cuore del sistema economico italiano: Poste Italiane ha lanciato un’OPAS totalitaria volontaria su TIM, un’operazione da circa 10,8 miliardi di euro che mira a portare l’ex monopolista delle telecomunicazioni sotto il controllo diretto dello Stato. Non si tratta soltanto di un’acquisizione finanziaria, ma di una mossa strategica destinata a proteggere un asset critico del Paese: le infrastrutture digitali, i dati sensibili e l’intero apparato di cybersecurity che oggi rappresentano la spina dorsale della connettività nazionale.

Cina, la lunga marcia dell’AI: Xiaomi accelera e Huawei osserva, ma non troppo in silenzio

Nel grande risiko globale dell’intelligenza artificiale, le aziende cinesi hanno smesso da tempo di giocare in difesa. Xiaomi in particolare, ha appena annunciato investimenti miliardari con l’entusiasmo di chi vuole conquistare la scena e con un obiettivo ben chiaro: ridisegnare gli equilibri dell’AI su scala globale.

I dolori del giovane Musk: tra AI, finanza creativa e giudici francesi poco accomodanti

Elon Musk continua a muoversi con la consueta disinvoltura nel grande teatro globale della tecnologia alternando visioni futuristiche a uscite che definire sopra le righe è quasi un eufemismo. L’ultimo atto di questa saga ha come palcoscenico la Francia, dove la Procura di Parigi ha acceso un faro su alcune dinamiche che riguardano le sue aziende, in particolare X e xAI. La reazione dell’imprenditore, affidata come spesso accade alla sua stessa piattaforma, non si è fatta attendere, ma ha sollevato più di un sopracciglio per tono e contenuto.

Startup di generative AI: chi comanda davvero il mercato e perché i numeri raccontano poco

Osservando la classifica delle startup di Generative AI di maggior valore, emerge un panorama tanto euforico quanto ingannevole. OpenAI, con una valutazione di 500 miliardi di dollari e un ARR stimato di circa 13 miliardi, occupa ovviamente il vertice, ma parlare di supremazia significa ignorare la complessità sottostante: la capitalizzazione di mercato riflette più la fiducia degli investitori e la narrativa mediatica che il reale impatto operativo sul tessuto economico globale. L’ascesa di realtà come deepseek, nata appena nel 2023 in Cina, con una forchetta di valutazione da 10 a 200 miliardi e un ARR di circa 200 milioni, è emblematico di come l’hype possa distorcere la percezione di successo; la startup è considerata promettente perché occupa nicchie tecnologiche strategiche e perché il mercato asiatico è ossessivamente attratto da ogni innovazione open e proprietaria, anche se i numeri concreti restano contenuti.

Pagamenti digitali in Europa: perché la tecnologia, da sola, non basta

Il mondo dei pagamenti digitali ama raccontarsi come una storia di progresso inevitabile. Nuove app, wallet digitali, blockchain, intelligenza artificiale e promesse di trasferimenti istantanei tra continenti con la stessa semplicità con cui si invia un messaggio. Una narrazione affascinante, che però rischia di dimenticare un dettaglio piuttosto importante: la tecnologia non risolve automaticamente i problemi strutturali dell’economia. Il messaggio arriva con una certa chiarezza da Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, intervenuto al Cross-border Payments Summit organizzato dal Financial Stability Board presso la Bank of England a Londra. Il tema è uno dei più complessi e strategici per il sistema finanziario globale: rendere i pagamenti internazionali più veloci, meno costosi e più trasparenti.

Tra la sperimentazione e la realtà: come l’AI sicura sta cambiando il business in Italia

Lunedì 10 marzo 2026 Milano ha ospitato un evento che, per chi segue da decenni l’evoluzione tecnologica come io faccio, non era semplicemente un altro keynote di product marketing ma un chiaro segnale che l’intelligenza artificiale sta lasciando definitivamente la nicchia degli early adopter per entrare nelle dinamiche strategiche delle imprese italiane; il Microsoft AI Tour, tenutosi presso CityOval (ex Palazzo delle Scintille), ha riunito oltre 2.500 partecipanti tra manager, imprenditori, professionisti IT e sviluppatori per discutere della cosiddetta “Frontier Transformation”, un concetto che sposta l’attenzione dall’efficienza operativa pura a una visione più ampia in cui l’AI diventa un partner per creatività, innovazione e crescita integrata nei modelli di business aziendali.

Yann LeCun lancia AMI e raccoglie oltre 1 miliardo: la startup che vuole insegnare all’AI a capire il mondo reale

Il mondo dell’intelligenza artificiale ama le promesse visionarie, ma raramente una startup riesce a trasformare una promessa in un unicorno già al primo giro di finanziamenti. È quello che è successo con AMI (Advanced Machine Intelligence), la nuova creatura imprenditoriale di Yann LeCun, uno dei pionieri mondiali del deep learning e per anni capo scientifico dell’AI in Meta. La startup parigina ha annunciato un round di finanziamento da oltre 1,03 miliardi di dollari, circa 890 milioni di euro, classificandosi come uno dei più grandi seed round nel settore tecnologico. Il risultato? Una valutazione pre-money di circa 3,5 miliardi di dollari e lo status immediato di Unicorno, prima ancora che il laboratorio abbia davvero iniziato a produrre tecnologia commerciale. Non male per un progetto nato solo pochi mesi fa.

L’Europa prova a svegliarsi: la BEI apre il rubinetto degli investimenti per tecnologia, AI e difesa

La Banca Europea per gli Investimenti annuncia nuovi strumenti finanziari per sostenere startup, scaleup e tecnologie strategiche in Europa, con l’obiettivo di rafforzare sovranità tecnologica, innovazione e competitività globale. L’annuncio è arrivato a Lussemburgo durante la quarta edizione del Forum del Gruppo BEI, evento che riunisce responsabili politici, imprenditori, accademici e innovatori attorno a un tema che suona come una dichiarazione di intenti: costruire un’Europa forte in un mondo che cambia.

Due Sessioni. Crescita al 5% e nervi saldi: perché la Cina rallenta, ma resta una locomotiva per l’economia globale

Durante l’apertura delle Due Sessioni, il momento politico più importante dell’anno per la leadership cinese, il premier Li Qiang ha presentato davanti all’Assemblea Nazionale del Popolo un obiettivo di crescita del Pil per il 2026 compreso tra il 4,5% e il 5%. Si tratta del livello più basso fissato ufficialmente dalla Cina dal 1991, escludendo l’anomalia del 2020 durante la pandemia. Il dato fotografa un cambio di fase per la seconda economia mondiale guidata dal presidente Xi Jinping. Dopo decenni di espansione a ritmi quasi vertiginosi, la crescita cinese rallenta e diventa più selettiva. Non è un crollo, ma una scelta strategica che riflette pressioni interne e un contesto internazionale decisamente più turbolento rispetto al passato.

Lagarde e il paradosso dell’AI: la tecnologia che può far crescere il mondo rischia di fermarsi alla frontiera

Il futuro dell’economia mondiale potrebbe dipendere da una variabile che fino a pochi anni fa sembrava appartenere più ai laboratori di ricerca che alle sale dei consigli delle banche centrali: l’intelligenza artificiale. Nel suo intervento alla conferenza annuale sui rischi globali organizzata dalla Johns Hopkins University a Bologna, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha disegnato uno scenario che oscilla tra una nuova età dell’oro della produttività e una frenata economica globale causata dalla frammentazione geopolitica.

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