Un caffè al Bar dei Daini
È quasi irresistibile l’idea che la coscienza possa avere un ruolo attivo nel determinare la realtà, soprattutto quando si parla di meccanica quantistica, quella teoria che da più di un secolo sbriciola certezze e mette in crisi la nostra visione del mondo. Il punto più controverso rimane il cosiddetto problema della misura: un sistema quantico può esistere in una sovrapposizione di stati, una specie di limbo statistico, fino a quando non viene misurato. L’atto stesso della misura sembra far collassare la funzione d’onda, trasformando una nuvola di possibilità in un fatto concreto. A quel punto, la domanda velenosa che torna ciclicamente è questa: chi o cosa compie davvero il collasso? Un detector, un apparato, un algoritmo, oppure l’osservatore cosciente con la sua mente che interpreta i dati?

