Mentre il mondo guarda alla Luna con rinnovato interesse, l’Italia e la Francia decidono di giocare insieme la partita più importante. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso assieme al ministro francese dell’Istruzione Superiore e della Ricerca, Philippe Baptiste, hanno dato il via al rafforzamento di una cooperazione che oggi appare più urgente che mai.
Categoria: Scienza
Lo spazio è tornato a essere una cosa seria. Non solo per gli ingegneri o per gli appassionati, ma anche per governi, industrie e, inevitabilmente, per chi guarda alla Luna come al prossimo terreno di competizione globale. Il successo di Artemis II ha rimesso tutto in moto, e lo ha fatto con una chiarezza che mancava da decenni.
La corsa allo spazio non è mai stata una questione di chilometri, ma di prospettiva. Eppure, ogni tanto, i numeri servono a ricordare quanto lontano siamo capaci di spingerci. La missione Artemis II ha appena ridefinito il concetto stesso di “lontano”, portando quattro astronauti più distanti dalla Terra di quanto qualsiasi essere umano sia mai stato.
La navetta Orion della missione Artemis II ha già raggiunto i due terzi del tragitto verso la Luna e i controllori di Houston stanno brindando a una delle manovre più pulite mai registrate. La navigazione con la capsula, ribattezzata Integrity dagli stessi equipaggi, sta procedendo speditamente al punto che non è stata necessaria una delle manovre previste per correggere la traiettoria verso la Luna. Un piccolo trionfo burocratico che, tradotto in termini umani, significa ore extra per ripassare le procedure del grande appuntamento di lunedì 6 aprile: il sorvolo ravvicinato che porterà gli astronauti a sfiorare il nostro satellite a distanza record per questa missione.
Non è solo un viaggio attorno alla Luna. È una dichiarazione d’intenti, tecnologica e geopolitica, con vista sul futuro dell’esplorazione spaziale. La missione Artemis II rappresenta il primo ritorno con equipaggio umano nelle vicinanze della Luna dopo oltre mezzo secolo, dai tempi della leggendaria Apollo 17. E sì, l’aggettivo “epica” usato dagli astronauti non sembra nemmeno troppo esagerato.
Dalle profondità silenziose di una miniera dismessa alle ambizioni più estreme della fisica contemporanea. La candidatura della Regione Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope non è soltanto un progetto scientifico, ma un racconto europeo fatto di tecnologia, cooperazione e una certa dose di coraggio strategico.
La presentazione ufficiale a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, ha segnato un passaggio chiave in una competizione che si deciderà entro il 2027. Sul tavolo non c’è solo la scelta di un sito, ma la definizione di dove verrà costruita una delle infrastrutture scientifiche più avanzate al mondo. Un progetto che l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Ministero dell’Università e della Ricerca stanno sostenendo con una visione che va ben oltre i confini nazionali.
L’intelligenza artificiale ha appena fatto un salto di qualità che potrebbe far impallidire anche i più romantici tra gli astronomi. Non si limita più ad aiutare a leggere i dati, ma contribuisce direttamente a riscrivere la mappa dell’universo. Oltre cento nuovi pianeti al di fuori del Sistema Solare sono stati confermati grazie all’analisi automatizzata di milioni di osservazioni, segnando un punto di svolta nella ricerca astronomica contemporanea.
La scoperta, condotta dall’Università di Warwick e pubblicata sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si basa sull’utilizzo di un sistema di machine learning chiamato Raven.