Il cloud computing è diventato l’infrastruttura fondamentale sulla quale si costruiscono l’intelligenza artificiale, i servizi digitali, la manifattura avanzata, la sanità connessa, la finanza e gran parte dell’economia europea. È il motivo per cui la Commissione europea ha deciso di avviare un percorso che potrebbe portare Amazon Web Services e Microsoft Azure a essere designati come “gatekeeper” ai sensi del Digital Markets Act (DMA). Un passo che potrebbe avere conseguenze rilevanti sull’intero mercato digitale.
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Il cloud non è più solo infrastruttura, è territorio di scontro. Le grandi alleanze nell’intelligenza artificiale durano quanto basta per diventare scomode, poi iniziano le interpretazioni contrattuali, le sfumature semantiche e, quando serve, anche le minacce legali. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Microsoft starebbe valutando un’azione legale contro Amazon e OpenAI per un accordo da circa 50 miliardi di dollari che rischia di incrinare uno dei pilastri più redditizi dell’ecosistema AI: l’esclusiva cloud su Azure.
Il cuore della disputa è semplice da descrivere e molto meno da risolvere. Chi ha davvero il diritto di far girare i modelli di OpenAI e dove?