“Conoscete ­qualcuno che ancora crede che la natura possa attendere?” Potrebbe cominciare così, se fossi in vena di provocare e in effetti ­Baris Gencel non è uno che attende. Lo riconosci subito: la sua arte, il suo pensiero, la sua carriera lo dipingono come un architetto-tecnologo del visivo, un artigiano della generazione AI che non teme il crudo “cosa abbiamo fatto al pianeta?” ma lo affronta con la logica chirurgica di uno che sa che ogni decisione (tecnologica, estetica, commerciale) ha peso, retaggio e futuro.