La frontiera delle interfacce cervello-computer non è più un monologo californiano. Se negli ultimi anni il nome di Neuralink è diventato quasi sinonimo di impianto neurale grazie alla capacità mediatica del suo fondatore Elon Musk, oggi la competizione si fa decisamente più affollata e, soprattutto, più geopolitica. Dall’altra parte del Pacifico, la startup di Shanghai NeuroXess sta rivendicando progressi significativi nello sviluppo di interfacce neurali destinate a collegare il cervello umano ai computer, mentre Pechino inserisce formalmente le brain-computer interface tra i settori strategici per la supremazia tecnologica entro il 2030.