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Quando l’AI crea: l’arte ha ancora bisogno dell’anima umana o basta un algoritmo?

L’annuncio dell’Academy sugli Oscar ha acceso un faro improvviso su una questione che da tempo fermenta sotto la superficie dorata di Hollywood. Escludendo gli attori generati dall’intelligenza artificiale dalle competizioni più prestigiose, l’istituzione ha scelto di tracciare un confine. Eppure questo confine, una volta osservato con attenzione, si rivela molto più sfumato di quanto sembri. Non si tratta soltanto di premi cinematografici, ma di qualcosa di più profondo: il ruolo che l’umanità assegna a se stessa nel momento in cui delega alle macchine la capacità di sognare, commuovere e inventare.

Oscar all’umanità: l’Academy chiude la porta agli attori AI e difende il cuore pulsante del cinema

L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha appena tracciato una linea netta nel dibattito che infiamma Hollywood da almeno un paio d’anni. Gli attori generati dall’intelligenza artificiale non metteranno mai piede sul palco degli Oscar, almeno non come candidati. Le nuove regole, annunciate il primo maggio, sono chiare e senza appello: nelle categorie di recitazione verranno presi in considerazione solo i ruoli accreditati nei titoli di coda ufficiali e dimostrabilmente interpretati da esseri umani con il loro consenso. Lo stesso vale per le sceneggiature, che devono portare la firma di una persona in carne e ossa, non di un algoritmo.

Da Bollywood a TikTok: l’AI video di ByteDance accelera la rivoluzione che sta già cambiando il cinema

Mentre Maharaja in Denims si prepara a diventare il primo film indiano interamente generato dall’intelligenza artificiale entro la fine del 2026, il mondo della creazione video fa un altro salto in avanti. E questa volta non arriva da Los Angeles né da Mumbai, ma direttamente dalla Cina. ByteDance, la società dietro TikTok, ha appena lanciato Dreamina Seedance 2.0, la sua nuova e potentissima tecnologia di generazione video, prima su CapCut e ora anche sulla piattaforma Symphony Creative Studio di TikTok.

Bollywood e l’IA: il primo film interamente generato dall’intelligenza artificiale sta per conquistare le sale e il cinema indiano ridefinisce le regole

Mentre Hollywood discute ancora di contratti, scioperi e regolamentazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale, Bollywood ha deciso di saltare direttamente al capitolo successivo. Entro la fine dell’estate 2026 arriverà nelle sale il primo lungometraggio indiano completamente generato dall’AI: “Maharaja in Denims”, tratto dall’omonimo bestseller di Khushwant Singh del 2014. Scenografie, ambientazioni, attori virtuali, tutto creato al computer. L’unico tocco umano rimasto è la colonna sonora, composta ed eseguita da musicisti in carne e ossa, con la voce di Sukhwinder Singh, lo stesso di Slumdog Millionaire, a cantare il tema principale.

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