C’è un filo rosso che attraversa tutta la visione di Luigia Carlucci Aiello sull’intelligenza artificiale e, a ben guardare, non riguarda davvero le macchine. Riguarda l’educazione, la formazione della coscienza e la responsabilità umana nel momento in cui la tecnologia smette di essere uno strumento invisibile e inizia a parlare con noi.