Una parola ricorre sempre più spesso quando si parla di libri, giornali e algoritmi: Far West. Non perché l’intelligenza artificiale cavalchi al tramonto con il cappello da cowboy ma perché il confine tra innovazione e illegalità, tra utilizzo lecito e sfruttamento opaco dei contenuti, appare, per molti versi ancora incerto. E nel frattempo l’editoria fa i conti con numeri che non sono affatto romanzeschi.