Frank Wilczek non è soltanto un premio Nobel in fisica, è una di quelle figure che sfidano la nostra idea stessa di cosa significhi pensare. C’è chi lo considera un visionario, altri un disturbatore di equilibri intellettuali. Forse entrambe le cose sono vere. La sua capacità di muoversi tra la più astratta fisica teorica e intuizioni che sembrano provenire da un’altra dimensione ha trasformato il suo nome in una sorta di marchio della curiosità radicale. Wilczek non si limita a interpretare il mondo, ma lo reinventa in categorie nuove, dalla proposta dell’assione come candidato per la materia oscura fino all’invenzione dei time crystals, quelle strane creature concettuali che fanno tremare le fondamenta del nostro concetto di simmetria.