
Con la precisione di un chirurgo e l’audacia di un visionario, un consorzio globale di cosmologi giapponesi, spagnoli e statunitensi ha sfruttato Fugaku, il supercomputer più potente del Giappone, per condurre una delle simulazioni sull’energia oscura più vaste mai realizzate. Il risultato scuote una delle certezze fondanti della cosmologia moderna: l’energia oscura potrebbe non essere una costante immutabile, ma degradarsi nel tempo.