Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso tecnologico: se da un lato la maggior parte dei cittadini guarda all’intelligenza artificiale con curiosità ma scarsa conoscenza tecnica, identificandola perlopiù in robot, chatbot o assistenti vocali, dall’altro, la scienza la vede già come soluzione salvavita. Per colmare questo divario, il 23 aprile scorso Villa Quartara ha ospitato «AI For Healthcare – Longevity & Wellness», organizzato da Fusion AI Labs, per portare l’AI negli ospedali. Il confronto ha svelato un dato critico: l’80% dei progetti fallisce non per limiti tecnici, ma per difficoltà di adozione reale. Tra complessità normative e integrazione dei dati, la sfida odierna non è più solo la ricerca, ma l’applicazione quotidiana.
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Efficienza, organizzazione e tempo. Tre parole che in sanità pesano quanto diagnosi e terapie, anche se raramente finiscono nei titoli. L’accordo siglato tra Istituto Giannina Gaslini e Fusion AI Labs prova a rimetterle al centro, utilizzando l’intelligenza artificiale non per sostituire il lavoro clinico, ma per alleggerire tutto ciò che gli ruota intorno. Il protocollo d’intesa, firmato a Genova e con una durata triennale, ha un obiettivo piuttosto concreto: migliorare l’accesso ai servizi, ottimizzare la presa in carico dei pazienti e rendere più fluido il coordinamento delle attività ospedaliere. Ovvero, meno tempo perso tra moduli, code e incastri organizzativi, più tempo per la cura vera e propria.
Il 2025 è stato l’anno dell’entusiasmo inconsapevole. Abbiamo assistito a un’ondata di iniziative AI, ma troppo spesso realizzate senza una visione strategica chiara. L’esempio più evidente? La corsa ai chatbot. Quasi ogni organizzazione ne ha sviluppato uno, ma con risultati deludenti per tre ragioni fondamentali: non generano un impatto significativo sui processi aziendali; vengono inevitabilmente confrontati con le soluzioni commerciali, che migliorano a ritmo sostenuto; finiscono per gestire solo i task più banali.
Immaginate di entrare in una villa del Quattrocento, Villa Quartara, immersa in un parco secolare e affacciata sul mare di Genova, il 21 ottobre 2025. Le pareti affrescate fanno da sfondo a un convegno dal titolo semplice ma ambizioso: “L’AI cresce con le persone per la competitività del Paese”. Non è una lezione accademica, piuttosto una conversazione a più voci che, filo dopo filo, cuce insieme istituzioni, università, imprese e politica, con uno sguardo all’Europa. Il risultato è la nascita di Fusion AI Labs, un laboratorio che vuole essere contemporaneamente un ponte, un acceleratore e un luogo di incontro.
Nel cuore del convegno “L’AI cresce con le persone per la competitività del Paese”, ospitato ieri a Villa Quartara, Elena Bonfiglioli, Global Business Leader for Healthcare di Microsoft, ha delineato una visione dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo come “collega cognitivo”, non come sostituto, in grado di ridefinire modelli economici, organizzazioni e creatività umana. L’evento ha coinciso con il lancio di Fusion AI Labs, un hub che ambisce a unire ricerca, impresa e società, trasformando la tecnologia in leva di sviluppo competitivo e umano.