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Gino Roncaglia l’architetto e l’oracolo: quando il sapere diventa un software imperfetto

Nel libro L’architetto e l’oracolo. Forme digitali del sapere da Wikipedia a ChatGPT, Gino Roncaglia fa una cosa che pochi accademici italiani osano: affronta di petto la collisione fra epistemologia classica e intelligenza artificiale generativa. È un terreno scivoloso, dove la filosofia incontra la programmazione e il sapere diventa un software imperfetto. Roncaglia lo sa, e come ogni architetto consapevole del rischio di crollo, costruisce con pazienza un edificio che è insieme teoria, critica e visione.

Nel suo impianto, due figure si fronteggiano come divinità greche costrette a collaborare. L’Architetto, custode dell’ordine enciclopedico, convinto che il sapere debba essere strutturato, verificabile, gerarchico. L’Oracolo, entità generativa, probabilistica, che parla per approssimazioni, sforna risposte e versi con la stessa indifferenza statistica con cui un generatore casuale produce meraviglia. Uno costruisce il sapere, l’altro lo prevede. Entrambi pretendono di conoscerlo.

Gino Roncaglia: il filosofo che decifra il futuro digitale e l’era dell’IA

Gino Roncaglia è da tempo un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia comprendere le complesse dinamiche tra il mondo del libro, l’editoria digitale e la cultura di rete. Filosofo, saggista e Professore Ordinario di Filosofia dell’informazione, Editoria digitale e Digital Humanities presso l’Università Roma Tre, Roncaglia non si limita a osservare l’evoluzione tecnologica; la analizza con l’occhio acuto di chi conosce sia la storia profonda del sapere (dalla logica medievale alla biblioteca) sia le frontiere più estreme del digitale, in primis l’Intelligenza Artificiale Generativa (IAG).

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