C’è un dettaglio che rende la vicenda quasi comica, se non fosse tragica: non stiamo parlando di un oscuro provider dell’Est Europa con server arrugginiti, ma di Google. Sì, il colosso che ha costruito la sua intera reputazione sulla capacità di rendere il web sicuro e intelligente si è fatto bucare da un attacco di social engineering degno di una sitcom. Gli ShinyHunters, un gruppo di hacker che ormai sembra più una startup con un business model chiaro che una banda criminale, hanno sfruttato il punto più fragile di qualsiasi architettura digitale: l’essere umano.