Hierarchical Reasoning Models (HRMs), negli ultimi tempi, hanno sollevato un discreto entusiasmo nel campo dell’intelligenza artificiale, ma guardando più da vicino si tratta più di un fuoco di paglia che di una reale innovazione. È curioso come questi modelli, nel tentativo di conferire un’aura quasi “umana” alle loro architetture, abusino pesantemente di antropomorfismi, dipingendo scenari che sembrano usciti da un manuale di neuropsicologia pop, mentre ignorano bellamente ciò che rende davvero complesso e unico il processo di ragionamento umano. Il nome stesso, “Hierarchical Reasoning Models”, crolla miseramente sotto il peso di un’analisi critica, e questo senza nemmeno entrare nel dettaglio tecnico.