Per anni Mark Zuckerberg ha difeso un principio molto semplice: i social network funzionano meglio quando sono gratuiti, giganteschi e alimentati dalla pubblicità. Una filosofia che ha trasformato Meta in una macchina industriale capace di monetizzare ogni scroll, ogni like e probabilmente anche ogni momento in cui apriamo Instagram “solo per cinque minuti” prima di perdere il controllo del tempo.

Adesso però qualcosa sta cambiando. E il dettaglio interessante non è tanto il prezzo degli abbonamenti appena annunciati da Meta, quanto il fatto stesso che esistano.